Arrestato un 18enne per l’attentato alla Guardia costiera

Bosa, svolta nelle indagini condotte dai carabinieri Nella notte di Pasqua fu danneggiata un’auto di servizio

BOSA. Svolta nella difficile indagine sull’attentato incendiario della notte di Pasqua alla Guardia costiera. I carabinieri di Bosa e Montresta, al termine di una lunga e complessa indagine condotta in collaborazione con Circomare Bosa, hanno individuato e arrestato su disposizione del magistrato il presunto autore del raid, che danneggiò pesantemente un’auto di servizio delle Capitanerie di Porto.

Si tratta di un diciottenne di Bosa, disoccupato, che avrebbe agito per vendetta, e che ora si trova agli arresti domiciliari. Non si escludono altri sviluppi a breve: per questo motivo il nome del presunto attentatore non è stato diffuso.

Lunedì pomeriggio non è passato inosservato il viavai di auto dei carabinieri e della guardia costiera in via Brigata Sassari, dove ha sede la stazione dell'arma. All’inizio della settimana, infatti, ad un diciottenne di Bosa, su ordine del Gip di Oristano che ha condiviso le richieste del pubblico ministero, dopo le indagini dei carabinieri, è stato notificato un ordine d’arresto e la misura della detenzione ai domiciliari. L’arresto arriva per una serie di accuse che si riferiscono all’attentato compiuto la notte del 15 aprile a Bosa Marina, quando un’auto delle Guardia costiera venne data alle fiamme.

Delle indagini si sono occupati attivamente i carabinieri della Compagnia di Macomer, al comando del capitano Giuseppe Pischedda. In particolare quelli di Bosa coordinati dal luogotenente Gavino Graziano, coadiuvato dai marescialli maggiori Gabelloni e Colosimo, e di Montresta, guidati dal maresciallo Leonardo Pintus, in stretta collaborazione con il capitano di corvetta Guido Avallone, comandante del Porto di Bosa.

L’ipotesi iniziale che il raid fosse legato ad una possibile ritorsione per l’azione di prevenzione e repressione in tema di pesca illegale nel mare di Bosa è stata da subito la più accreditata. Il cerchio quindi si è stretto e, dopo settimane di paziente e duro lavoro, con pochissimi iniziali elementi a disposizione, i militari hanno sciolto i nodi del puzzle investigativo.

Secondo la ricostruzione, ora all'attenzione del magistrato, fu il diciottenne di Bosa a introdursi nell’area off limits della Guardia costiera, mentre il viale Italia era al buio per un problema di illuminazione pubblica.

Dopo aver spostato la telecamera di sorveglianza e durante il cambio del turno di guardia, avrebbe quindi cosparso di liquido infiammabile un veicolo e dato fuoco. Fiamme che hanno ustionato lo stesso attentatore, che si sarebbe curato da solo, e che sarebbe stato aiutato da altre persone. Cinque o sei, forse qualcuna complice nel raid, su questo però vige
il silenzio, che potrebbero essere chiamate a rispondere quantomeno di favoreggiamento.

Pesanti le accuse a carico del diciottenne, che a breve sarà sentito dal Gip in presenza del suo legale, per ipotesi di reato che per il codice prevedono pene dai 5 ai 10 anni di reclusione.

TrovaRistorante

a Oristano Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro