Attentato alla Guardia costiera, ecco le accuse al 18enne arrestato

Bosa, il ragazzo oggi davanti al Gip: deve rispondere dell’incendio e dell’ingresso in zona militare Contestato anche il reato di minacce. Possibile il ricorso del suo legale contro la misura domiciliare

BOSA. È previsto per stamattina alle 10 in tribunale a Oristano l’interrogatorio di garanzia del 18enne arrestato mercoledì, dopo una lunga indagine, per l’attentato incendiario ad una delle auto di servizio della Guardia costiera di Bosa. Il giovane – del quale non è stata resa nota l’identità – è assistito dall’avvocato Alessandro Campus e comparirà davanti al Gip Silvia Palmas, che ha emesso il provvedimento cautelare su richiesta del sostituto procuratore Marco Ulzega. Le ipotesi di reato a suo carico sono tre: essersi introdotto in un’area militare (l’auto era parcheggiata all’interno del cortile della Guardia costiera), l’incendio doloso e le minacce, dal mmomento che l’intimidazione è stata ritenuta un mezzo di pressione nei confronti del personale della Guardia costiera.

Il raid risale alla notte del 15 aprile 2017 Le indagini sono state condotte da un gruppo di lavoro coordinat dai carabinieri della Compagnia di Macomer, al comando del capitano Giuseppe Pischedda, e composto dal luogotenente Gavino Graziano e dal maresciallo Leonardo Pintus, rispettivamente comandanti delle stazioni di Bosa e Montresta, e dai marescialli maggiori in forza nella stazione della città del Temo Luca Gabelloni e Andrea Colosimo. Questa task force si era attivata subito dopo il raid incendiario. Nei mesi scorsi è stata compiuta una paziente e continua azione investigativa, considerati i pochissimi elementi iniziali a disposizione. Il raid era stato inquadrato come una possibile ritorsione per il lavoro di repressione sulla pesca illegale da parte della Guardia Costiera, questo il movente secondo gli investigatori.

Il Gip di Oristano su richiesta del pm e sulla base delle indagini dei Carabinieri ha firmato la misura cautelare ai domiciliari per il giovane di Bosa.

Non si escludono inoltre ulteriori sviluppi, visto che anche altre persone sono finite durante le verifiche nella lente d’ingrandimento dei Carabinieri, con riscontri che potrebbero portare a qualche denuncia quantomeno per favoreggiamento. L’arrestato, un giovane senza precedenti penali, appena 18enne, potrebbe fare ricorso contro la misura cautelare.

L’eclatante gesto della notte di Pasqua 2017 a Bosa Marina era stato preceduto da un altro clamoroso attentato.
Quello dell’incendio appiccato da mani ancora ignote alle auto del sindaco di Bosa Luigi Mastino e della moglie, nell’autunno 2016. Altra vicenda sulla quale i militari stanno ancora indagando, anche se sull’argomento vige un comprensibile riserbo.

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