Chiese risanate con fondi regionali

A Busachi, Sedilo e Aidomaggiore interventi in edifici di culto in stato precario

BUSACHI. L’operazione di salvataggio degli edifici di culto finanziata dalla Regione interesserà anche quattro importanti chiese del Guilcer-Barigadu, dove a subire la cura d’ urto saranno la torre campanaria di Busachi, la chiesa più antica di Aidomaggiore, intitolata a San Gavino, il santuario di San Costantino e la parrocchia di Sedilo. Quello previsto a Busachi è un intervento di massima urgenza, richiesto dal Comune per eliminare il pericolo di crolli che incombe sulla parrocchiale di Sant’Antonio da Padova. Rischio certificato dai Vigili del fuoco a dicembre dopo il distacco di alcuni frammenti di pietra dal campanile. I contributi regionali saranno interamente utilizzati per un primo intervento di messa in sicurezza della torre alta 46 metri, ma i 171mila euro concessi non saranno sufficienti a coprire le spese di un intervento risolutivo che secondo le stime del Comune ne richiede 365mila. «Faremo di tutto per recuperare le risorse mancanti, perché quei lavori sono contemplati in un più ampio progetto di riqualificazione del costo di 520mila euro – specifica il sindaco Giovanni Orrù –. Avevamo previsto la messa in sicurezza del campanile, la ristrutturazione del prospetto principale e il risanamento delle fondazioni per eliminare le infiltrazioni di umidità, ma questi fondi li destineremo unicamente al consolidamento della torre campanaria». Le dotazioni assegnate al Comune di Sedilo, che riceverà 100.500 euro, saranno impiegate per il risanamento interno della parrocchia di San Giovanni e gli intonaci del santuario di San Costantino. Per il tempio degli ex voto si tratta di una cura parziale. «A San Costantino c’è bisogno di un intervento strutturale in tutta l’area. Parliamo di alcune centinaia di migliaia di euro. Potremmo fare qualcosa di più se, ad esempio, la Cei stanziasse nuovi fondi», auspica il sindaco Salvatore Pes. Ad Aidomaggiore 50mila euro restituiranno un tetto nuovo alla chiesetta di San
Gavino, costruita nel XIII secolo. «Le parti lignee della copertura sono fatiscenti – spiega il primo cittadino Mariano Salaris –. Abbiamo ottenuto un contributo per sostituirla e non appena riceveremo indicazioni dalla Regione istruiremo l’iter».

Maria Antonietta Cossu

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