Bosa, una sala slot davanti al liceo: esplode la protesta

Imminente l’apertura di un locale in viale Alghero. Verrà convocato il consiglio d’istituto del “Pischedda” 

BOSA. Si accende il dibattito dopo la comparsa delle insegne di una sala slot di fronte al caseggiato del liceo, sul viale Alghero. «La scuola si prodiga in mille modi per prevenire le dipendenze. Trovo quantomeno paradossale che poi ci troviamo vicino alla scuola un esercizio di questo tipo»: così esprime le proprie perplessità la docente Paola Pintus. Dall’istituto di istruzione superiore “Pischedda,” da cui dipendono Classico e Scientifico, la dirigente Rosella Uda ha ricevuto la richiesta per un confronto a breve sull’argomento in Consiglio d’Istituto.

Sul tema il comune di Bosa non ha un regolamento: «La Sardegna non ha varato alcuna legge che disciplini questa materia, come hanno fatto altre regioni. Il Comune può solo vigilare perché tutte le normative vengano rispettate in sede locale, ma occorre un intervento legislativo chiaro», dice la vice sindaca Maura Cossu, alle prese con le segnalazioni.

Il dibattito a Bosa è molto acceso da alcuni giorni. Da quando qualcun ha notato sulle vetrine del locale di fronte al liceo Classico e Scientifico la comparsa di scritte che preannunciano l’apertura di una sala che dovrebbe ospitare slot machine.

«Lo Stato e i Comuni spendono risorse per la prevenzione delle ludopatie, sono operativi tanti centri di ascolto, la scuola porta avanti progetti contro le dipendenze e io stessa curo a scuola alcuni di questi. A Cagliari ad esempio c’è un’ordinanza che prevede che questo tipo di attività possano aprire solo a 500 metri dagli edifici scolastici. Mi sembra paradossale che si possa aprire una sala slot a due passi da due scuola», dice ancora l’insegnante Paola Pintus.

«L’unica cosa che possiamo fare è confrontarci in Consiglio d’Istituto, come richiesto. Poi sentirò il sindaco», annuncia la dirigente dell’istituto di istruzione superiore “Pischedda” di Bosa, Rosella Uda.

Tra i genitori c’è poi chi ricorda che diversi comuni dell’isola hanno adottato da tempo regolamenti stringenti sulle distanze delle sale slot da scuole e chiese. Come ad esempio anni fa, in Planargia, la vicina Montresta guidata dal sindaco Antonio Zedda. «Diverse regioni d’Italia hanno una legislazione che prevede distanze minime da luoghi di socializzazione. In Sardegna c’è una proposta di legge regionale presentata da tempo, ma nessuna norma è stata ancora approvata. Ricordo inoltre che in diversi comuni i regolamenti sono stati impugnati in sede amministrativa” spiega la vice sindaca Maura Cossu.

Il sindaco Luigi Mastino, assente per un viaggio di rappresentanza istituzionale ad Asiago, si occuperà della questione, visto il clamore, al suo rientro. «Il nostro comune il 29 dicembre del 2014 ha deliberato l’adesione al Manifesto dei sindaci
per la legalità e contro il gioco d’azzardo - conclude Maura Cossu -. Abbiamo anche previsto una serie di misure di contrasto alle ludopatie, tra cui un bonus alle attività che non installano slot all’interno dei propri locali. La nostra posizione quindi è chiara su questo argomento».

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