Discariche abusive, il conto è salato

Il Comune passa all’azione e ripulisce diverse aree tra cui quella di Torregrande, ma l’operazione costa 14mila euro

ORISTANO. Il colpo agli incivili è assestato, ma in cosi come questo quel colpo ha un costo per l’intera comunità. Per ripulire l’area di Torregrande nella zona del terzo pontile, il Comune è stato costretto a togliere dalle proprie casse soldi che avrebbe destinato molto più volentieri ad altre voci di spesa. Invece l’assessorato all’Ambiente si è trovato costretto a far fronte agli incivili che, senza soluzione di continuità, continuano a scambiare periferie e campagne del territorio per luoghi in cui gettare impunemente e inspiegabilmente i loro rifiuti. L’intervento di maggiore entità ha riguardato proprio Torregrande e la zona dell’ex cabina elettrica, ma in tutto la collettività ha speso ben 14mila euro per interventi di bonifica nell’intero territorio comunale completati in questa settimana.

Di fronte al ripetersi di simili episodi verrebbe da sollevare le mani e dichiarare la propria impotenza, ma l’amministrazione proverà comunque ad arginare il fenomeno. «Oltre che a Torregrande siamo intervenuti a Silì lungo la golena del Tirso e in varie cunette trasformate in discariche abusive – spiega l’assessore all’Ambiente, Gianfranco Licheri –. Che sia il cattivo funzionamento della raccolta differenziata a spingere i cittadini a gettare i rifiuti nelle campagne è solo un alibi al quale non vogliamo dare il minimo credito». Prova ne sia che proprio ieri dalla Corsica è giunta in città una delegazione di tredici persone che vogliono riproporre il modello Oristano nelle loro realtà dove ancora la differenziata non esiste. Il gruppo ha poi fatto tappa anche all’impianto di raccolta dei rifiuti del Consorzio Industriale.

E allora, se quello del cattivo servizio è solo un alibi, non resta che stringere le maglie e provare a fermare gli incivili. «Sulla discarica abusiva di Silì lungo la golena del Tirso stanno svolgendo indagini sia gli agenti della polizia locale sia gli agenti del Corpo Forestale – prosegue Gianfranco Licheri –. È chiaro però che servono azioni ancor più mirate e per questo motivo stiamo studiando il modo di attivare delle convenzione con alcune associazioni che si occupano di ambiente e consentire loro di vigilare nelle zone storicamente più interessate da questo ingiustificabile comportamento».

In più l’assessorato all’Ambiente avrà a disposizione una nuova arma perché a breve si doterà di due telecamere autosufficienti. Significa che si alimentano da sole e che per questo motivo potranno essere, di volta in volta, piazzate e utilizzate
in luoghi differenti, dopo aver individuato quelli che più spesso vengono raggiunti dagli instancabili dispensatori di rifiuti in giro per le campagne, ai quali evidentemente poco interessa che per effettuare bonifiche il Comune abbia speso nell’ultimo decennio oltre 100mila euro.

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