Nuova condanna per il rogo di Pau

Sentenza d’appello per due fratelli imprenditori: ma la prescrizione è quasi certa

PAU. Condanna confermata in appello per i fratelli Massimo ed Ezio Demelas (64 e 59 anni), imprenditori di Pau, ritenuti colpevoli dell’incendio colposo che, il 23 luglio del 2009, devastò 2.500 ettari di vegetazione sul Monte Arci. La Corte d’Appello di Cagliari ha confermato ieri la sentenza di primo grado che condannava i due fratelli a una pena di un anno e 6 mesi e a una provvisionale di 300mila euro come parte di un mega risarcimento stimato in oltre quattro milioni di euro.

Ma i tempi lunghi della giustizia potrebbero giocare a favore dei due imprenditori di Pau. Gli avvocati difensori (Gianfranco Siuni per Massimo Demelas e Pierluigi Concas per Ezio) hanno già annunciato che presenteranno ricorso in Cassazione una volta avuto il dispositivo della sentenza. Poiché la Corte si è data 90 giorni di tempo per presentare il dispositivo e poiché a loro volta i difensori avranno a disposizione altri 45 giorni per presentare ricorso in Cassazione, si arriverà a febbraio. Secondo alcune previsioni il reato dovrebbe prescriversi a gennaio.

In caso di prescrizione per i due fratelli oltre alla condanna penale verrebbe a cadere anche il risarcimento, fatta salva la possibilità di una causa civile.

Secondo l’accusa, sostenuta con successo in primo e secondo grado, i due fratelli quel giorno d’estate di otto anni fa avevano bruciato dei cartoni vuoti alle sette del mattino. Pare non si fossero però premurati di spegnere per bene il fuoco che durante la giornata ripartì con violenza e alimentò un incendio devastante, sospinto dal forte vento di scirocco in una giornata di caldo torrido. Per ore gli uomini del Corpo forestale e delle altre forze antincendio lavorarono per domare le fiamme, ma gli sforzi non impedirono un disastro ambientale che mandò in cenere 2.500 ettari di vegetazione del monte Arci nei Comuni di Pau, Villaurbana, Villa Verde e Usellus. Lunghe furono anche le operazioni di bonifica che durarono ben 25 giorni, perché di continuo si riaccendevano focolai.

Gli accertamenti della forestale portarono quasi subito a individuare l’origine del rogo vicino al capannone dell’azienda dei fratelli Demelas che erano stati incaricati dal Comune
di Nureci di smaltire del materiale cartaceo. Gli inquirenti collegarono l’incendio, partito dalla zona vicina al campo sportivo di Pau, con la decisione dei due fratelli di smaltire quel materiale nella propria azienda, anziché farlo attraverso i normali canali. (r.pe.)



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