Nureci, vietato raccogliere lumache

NURECI. I raccoglitori resteranno un po’ delusi non solo dalla mancanza delle prime piogge d’autunno, ma anche dal fatto che nel paesino dell’ Alta Marmilla è scattata un’ordinanza salva lumache. Le...

NURECI. I raccoglitori resteranno un po’ delusi non solo dalla mancanza delle prime piogge d’autunno, ma anche dal fatto che nel paesino dell’ Alta Marmilla è scattata un’ordinanza salva lumache. Le misure per la tutela di questa specie si rendono necessarie in quanto si teme infatti che anche le lumache possano diventare una specie in via di estinzione. Le minacce che insidiano la sopravvivenza di questi ricercati molluschi sono diverse: l’uso di pesticidi, la raccolta selvaggia e indiscriminata, che fa razzia anche degli esemplari più piccoli, e la siccità che sta mettendo a rischio la loro sopravvivenza. Così il sindaco, Sandrino Concas, ha ritenuto che fosse giunto il momento di intervenire a tutela di questa importante risorsa. Il Comune di Nureci, infatti, è ancora sprovvisto di regolamento specifico che disciplini la raccolta degli elicidi e, pertanto, il primo cittadino ha fatto ricorso ad un’ordinanza per disciplinarne la raccolta secondo forme compatibili con gli usi tradizionali, perseguendo nel contempo la valorizzazione delle lumache come risorsa locale e la salvaguardia degli ecosistemi. Dal 2 al 31 ottobre scatta una sorta di fermo biologico ed è assolutamente vietata la raccolta. Negli altri periodi invece è possibile esercitare la raccolta nel territorio comunale, ma possono esseri raccolti solo gli esemplari adulti il cui guscio sia di buona consistenza e rigidità. Multe salate per i trasgressori; i raccoglitori devono star bene attenti anche a non creare danneggiamenti allo strato umifero del terreno e alla flora e alle recinzioni di qualsiasi tipo. Per quanto riguarda il gradimento dei sardi verso le lumache, considerate una vera prelibatezza, i dati confermano quanto già si sapeva.
La Sardegna detiene il primato di estimatori di questo tipo di mollusco, con un consumo pro capite otto volte maggiore rispetto alla media nazionale. Il dato rileva anche che nell’isola l'85-90% del prodotto arriva dall’estero soprattutto Tunisia e Algeria.

Ivana Fulghesu

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