Tutti i segreti del Monte Arci

A fine mese l’escursione sull’altura si trasformerà in un unico percorso storico

MASULLAS. Anche le montagne ci parlano. Bisogna, però, imparare ad ascoltarle. Quale migliore occasione per scoprire i segreti della montagna della manifestazione “Andando per spelonche” in programma il prossimo 29 ottobre? Durante l’escursione il Monte Arci si trasformerà in un anziano signore che condividerà storie antiche milioni di anni, pronto a raccontare la sua storia a tutti coloro che avranno voglia di attraversarne i sentieri. La proposta è un percorso di trekking, unico nel suo genere, che porterà gli escursionisti a scoprire la storia geologica del vulcano Arci e dell'evoluzione dell'uomo nel territorio. Paesaggi vulcanici dove la natura, nel corso di milioni di anni, ha creato sentieri e scolpito grotte e spelonche in grado di ospitare anche decine di persone. Luigi Sanciu, geologo e direttore del GeoMuseo Monte Arci “Stefano Incani” e Mansueto Siuni, sindaco di Masullas, accompagneranno il gruppo tra le vie del massiccio che si innalza tra le colline della Marmilla. Sono tanti i punti di interesse storico e naturalistico che verranno scoperti, tra storia naturale, misteri e leggende del territorio. Ad esempio “Sa grutta de Su Para”, ossia la “grotta del frate”, il cui nome rimanda alla leggenda di un frate cappuccino del Convento di San Francesco di Masullas che, in questo umile riparo di roccia, trascorreva alcuni periodi di tempo in solitaria meditazione. Oppure il Lentisco Monumentale, così denominato per le dimensioni e il portamento ad “arbusto gigante”. E ancora, rocce giganti che racchiudono leggende di donne pietrificate per punizione divina, o la vertiginosa falesia montana di Su Columbariu, che a tratti sfiora i 100 metri di altezza e rappresenta il principale accesso meridionale per chi si accinge a raggiungere il cuore del Monte Arci. I sentieri del Neolitico, tra ossidiana e caverne, costituiscono un viaggio alla scoperta di paesaggi suggestivi che conducono fino al giacimento di ossidiana del Parco di Conca 'e Cannas. «Si tratta – spiegano i promotori della manifestazione – di percorsi battuti dai nostri antenati
dove, tra pietre e tracce umane, scopriremo la storia di quegli uomini che già dal Neolitico sfruttavano le risorse del giacimento per costruire armi e per i traffici dell'oro nero del Mediterraneo». Info e prenotazioni alla Cooperativa “Il Chiostro”.

Ivana Fulghesu

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