Scontri e sgambetti, sospese le elezioni per la segreteria Pd

Denunce di ostruzionismo tra i due candidati in lizza Il voto in provincia tra Maria Cristina Manca e Lino Zedda

ORISTANO. Il segretario regionale Giuseppe Luigi Cucca apre il congelatore e ci mette dentro le elezioni per la segreteria provinciale. Il Partito Democratico è in ibernazione volontaria e obbligata proprio nella settimana che doveva sancire la nomina del successore di Alessio Mandis. Ora rischia addirittura il commissariamento che sarebbe figlio dei mai troppo teneri rapporti tra le varie correnti e di un miscuglio di ingredienti che non formano un amalgama. Le lotte di potere sotterranee che ciascuna delle fazioni dice di rifuggire sotto il segno del buon nome del partito e affermando che esse non sono legate, Dio non voglia, a interessi personali, sono esplose quando le votazioni erano iniziate o forse ancor prima.

Mettere ordine in questa fase è davvero difficile, ma la prima notizia da dare è quella che il segretario regionale del Pd Giuseppe Luigi Cucca, ieri, ha sospeso il congresso provinciale e quindi le votazioni dei tesserati dei vari circoli. Ma la storia inizia ben prima di questo provvedimento. Qualche settimana fa la corsa per il ruolo di segretario provinciale si apre con tre nomi in lizza che, per ragioni di sintesi, rappresentano tre correnti del partito. C’è Maria Cristina Manca, ex sindaco di Terralba che fa riferimento all’area Legacoop e quindi a Claudio Atzori, alla parlamentare Caterina Pes e al consigliere regionale Mario Tendas; c’è Lino Zedda, sindaco di Baradili che invece viene indicato come uomo del consigliere regionale Antonio Solinas e di Antonio Biancu; c’è infine Roberto Martani, più isolato a livello locale ma sempre vicino a Renato Soru. La corsa a tre perde però subito uno dei protagonisti con l’uscita di scena di Roberto Martani che, dopo aver visto respinto un proprio ricorso in cui denunciava ostruzionismo nei suoi confronti per impedirgli di contattare numerosi tesserati, trova un accordo con il gruppo di Maria Cristina Manca per evitare ulteriori spacchettamenti e convoglia verso quest’ultima il proprio pacchetto di voti. Questa mossa spariglia i giochi e allora iniziano gli scricchiolii tra i due candidati rimasti in lizza.

La stessa Maria Cristina Manca inizia a lamentare una serie di sgambetti compiuti dalla parte che sostiene Lino Zedda, accusata di impedire qualsiasi contatto con una serie di iscritti dei circoli. A quel punto la bagarre è alla luce del sole e iniziano le dimissioni a raffica dalla commissione di garanzia, peraltro composta da persone di entrambi gli schieramenti rimasti in lizza. Senza di essa le elezioni dei delegati che poi avrebbero scelto il segretario provinciale non si possono più ritenere regolari e allora arriva la decisione del segretario regionale che ferma la macchina del voto. Secondo i sostenitori di Maria Cristina Manca le dimissioni sarebbero un gioco di prestigio da parte della componente favorevole a Lino Zedda per evitare una sconfitta che si profilava all’orizzonte. Secondo la componente che lo sostiene invece questi retropensieri
sono solo fantasie prive di riscontri.

Fatto sta che il voto è congelato e che il Pd a Oristano rischia il commissariamento per manifesta incapacità di gestirsi e di gestire le lotte di potere e di fermare rendite di posizione dal gradimento assai ridotto tra gli elettori.

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