Arte e cultura, l’abbraccio si rinnova

Nughedu Santa Vittoria: tutto pronto per ripetere l’esperienza delle residenze d’artisti

NUGHEDU SANTA VITTORIA. Agli inizi del 2018 sarà replicata l’esperienza vissuta dalla comunità nughedese attraverso il coinvolgimento nel progetto Pas Atelier Sardegna realizzato un anno fa dal Comune.

In quell’occasione quattro artisti di nazionalità italiana e straniera vissero per due mesi in paese assimilando stile di vita e conoscenze su tradizioni e storia della realtà locale, un retroterra culturale a loro pressochè sconosciuto, ma che fu d’ispirazione nella creazione delle installazioni artistiche, nella maggior parte dei casi realizzate in esterna con lo scopo preciso di favorire le relazioni sociali e l’interscambio con i residenti.

Una delle finalità più importanti del progetto di residenza d’artisti era proprio quella di stimolare un’osmosi tra depositari di culture diverse e di veicolare quella del paese ospitante fuori dai confini locali e regionali.

A questo si lega a doppio filo la funzione di motore economico attribuita all’arte e alla cultura in genere. Un circolo virtuoso che può innescare un processo di sviluppo di cui l’amministrazione locale sta gettando le basi attraverso una pluralità di azioni «tutte finalizzate alla crescita culturale, sociale ed economica del paese; attraverso questo percorso la comunità sta maturando una maggiore consapevolezza dell’importanza dello scambio e del confronto», ha rilevato il sindaco, Francesco Mura.

La sua amministrazione ha appena rinnovato il rapporto di collaborazione con l’associazione Progetto Contemporaneo di Monserrato, che a breve bandirà la selezione dei professionisti del campo delle arti visive contemporanee interessati a partecipare alla seconda edizione di Pas Atelier Sardegna. Nell’anno del debutto Residenza d’artisti accolse a Nughedu Adriana Affortunati Martins, di nazionalità brasiliana, l’islandese Kolbrun Inga Soring, Edoardo Zanato e Mia Suppiej, originari di Arzignano e Treviso ma berlinesi d’elezione.

I quattro creativi avevano rivisitato storia e tradizioni locali trasferendole nelle opere lasciate al paese, che negli ultimi anni è al centro di un programma di attività esperenziali proposto con il fine di rivitalizzare la microeconomica e come freno allo spopolamento. Una di queste è Nughedu social eating, la condivisione del cibo, ma anche della ricchezza etnografica, culturale e ambientale di questa realtà dell’interno come elemento di richiamo per i visitatori. L’ ultima
iniziativa in ordine di tempo è invece il campus universitario sullo spopolamento tenutosi a fine estate. Esperienza che l’amministrazione intende ripetere nel 2018 e per la quale ha da poco consolidato la partnerschip con la Sardarch di Cagliari.

Maria Antonietta Cossu

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