La carica degli 81 per fare da segretario al nuovo sindaco

La procedura per un’assunzione da 35mila euro è legittima L’opposizione però attacca: «Crea illusioni, usi i dipendenti»

ORISTANO. «In tempi come questi, è normale che siano in tanti a partecipare ad una selezione per un posto di lavoro». Salvatore Usai, vice segretario generale della Cisl oristanese e responsabili degli Enti locali, commenta così la notizia della valanga di candidati alla selezione per l’assunzione di un segretario di supporto per il sindaco. In 81 ora si contendono quel posto di lavoro quanto mai appetibile, anche se il contratto è a tempo determinato. «Non voglio passare per il difensore del sindaco, tuttavia, con il blocco del turn over e un organico ristretto come quello del Comune, la creazione di un nuovo posto di lavoro è comunque un fatto importante», dice Usai.

Il bando ha scatenato pesanti polemiche, con tanto di interpellanza presentata dai consiglieri di opposizione Maria Obinu, Efisio Sanna e Francesco Federico. Durante il dibattito il sindaco si è difeso, sostenendo di non aver commesso alcuna irregolarità, in quanto la procedura è prevista. «L’interpellanza sollevava la questione sull’opportunità che il sindaco spendesse 35mila euro all’anno del Comune per assumere un suo segretario di supporto – attacca Francesco Federico –. Il bando pubblicato per l’assunzione di questa nuova figura non richiedeva particolari titoli. Non veniva richiesta una laurea o la conoscenza di una lingua straniera né particolari competenze. Anche perché i compiti che il segretario di supporto dovrà svolgere non sembrano essere inaccessibili come la gestione degli appuntamenti e il disbrigo della corrispondenza del sindaco; organizzazione di conferenze stampa e di riunioni; rapporti con il pubblico. Non vi è alcun criterio nella scelta finale tra i vari partecipanti al bando. È il sindaco che sceglierà senza vincoli».

Per l’opposizione si tratta quindi di una «spesa superflua: abbiamo ritenuto giusto invitare il sindaco a scegliere la figura che lui richiede tra il personale già dipendente del Comune, come del resto previsto dal Regolamento degli Uffici e dei Servizi e come già fatto, in un’ottica di risparmio, da sindaci che lo hanno preceduto». Secondo Francesco Federico la scelta «indebolisce molto il neo sindaco prima di tutto perché può essere interpretata come un atto di sfiducia del primo cittadino verso i dipendenti dell’ente. Se non sarà in grado di scegliere il più bravo, il più preparato, la candidatura migliore, se farà nascere tra le persone il minimo dubbio sulla sua scelta finale, avrà anche la responsabilità di far radicare nell’animo di queste persone la rassegnazione che la meritocrazia anche nella
nostra città sia un concetto da usare solo in campagna elettorale». Nei cinque anni precedenti, ad esempio, Guido Tendas aveva preferito utilizzare gli oltre 150mila euro totali per servizi e adempimenti che riteneva più utili rispetto ad avere un consigliere di fiducia al suo fianco.

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