Provincia, viaggi a passo di lumaca

Su tre arterie il limite di velocità scende da 50 a soli 30 chilometri all’ora

ORISTANO. Continuando così va a finire che le chiudono del tutto. La scelta della Provincia di ridurre la velocità massima possibile in alcune delle strade di sua competenza ha una sola motivazione: l’assenza di fondi per metterle in sicurezza e ripararle a dovere.

E così l’amministrazione provinciale, attraverso una determinazione del suo dirigente Lavori pubblici ad interim, Antonio Massidda, ha deciso di ridurre ulteriormente la velocità massima consentita su tre arterie di sua competenza: si tratta della strada 43 che da Masullas conduce all’abitato di Simala, della 45 che dalla periferia del primo paese arriva sino a Pompu, e della provinciale 73 che collega Mogoro con Gonnostramatza.

Come recita una ordinanza emessa ieri, «considerato l’aggravio della condizione di pericolosità dovuto all’eccessivo degrado del piano viabile con preoccupante deformazione della sagoma stradale e riscontrata l’impossibilità di un intervento in tempi brevi per i lripristino...nelle more del reperimento delle somme necessarie...l’aggravio della situazione rende necessario limitare ulteriormente il limite di velocità di 50 km/h, a 30 km/h». Siccome difficilmente quelle somme verranno recuperate in tempi brevi, la scelta della Provincia, di ridurre la velocità a 30km/h è di fatto una resa alla gestione ordinaria delle strade. Come sta accadendo per altri settori, scuole in primo luogo, la cancellazione dei fondi, con il mantenimento delle competenze, obbliga la provincia non a uno ma a due passi indietro, rinunciando di fatto a fornire i servizi che ancora istituzionalmente sono a essa in capo. Per quanto riguarda le strade c’è un altro aspetto, ancora più fondato che impone alla Provincia di assumere decisioni così drastiche. Il rischio di risarcimento a favore degli automobilisti vittime di incidenti a causa delle condizioni della strada e, nel caso in cui gli stessi amministratori non assumessero le
opportune decisioni, il rischio che un domani la Corte dei Conti chieda conto proprio a loro degli esborsi effettuati. Una doppia tagliola a cui la Provincia, e i suoi dirigenti, non possono evitare se non assumendo decisioni che costringono gli automobilisti a camminare a passo d’uomo.

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