Non era droga, l’indagato è subito libero

Salta la direttissima legata all’operazione “Melograno”. Al via gli interrogatori per i dieci indagati

ORISTANO. “Il melograno” perde un chicco. L’arresto in flagranza effettuato martedì durante l’operazione dei carabinieri della Compagnia di Oristano a Masullas è stato annullato dal pubblico ministero Sara Ghiani dopo il responso del Reparto investigazioni scientifiche dell’Arma che ha chiarito che le fialette ritrovate nella sua casa non contengono la pericolosa e innovativa droga sintetica Shaboo a base di metanfetamine. Sarebbero invece delle banalissime ricariche per sigarette elettroniche o comunque qualcosa che nulla ha a che fare con la droga, anche se i militari non sembrano aver intenzione di mollare la presa.

Ieri mattina il quarantanovenne di Masullas, assistito dall’avvocato difensore Gianfranco Siuni, sarebbe dovuto essere di fronte al giudice per il processo per direttissima, invece era a piede libero. Il processo non si svolge e ora si attendono sviluppi dall’indagine per capire se il nome di Francesco Piras sia legato o meno al resto dell’inchiesta che ha coinvolto altre dieci persone colpite da misure di custodia cautelare richieste dal sostituto procuratore Rossella Spano e applicate dal giudice per le indagini preliminari, Annie Cecile Pinello. Proprio quest’ultima è già impegnata negli interrogatori di garanzia che sono cominciati ieri mattina. Ai dieci indagati, incastrati da lunghe e attente indagini dei carabinieri coordinati dal capitano Francesco Giola, sono contestati i reati di spaccio di sostanze stupefacenti e di traffico di banconote false. Chi si aspettava risposte da loro, dovrà attendere la giornata di oggi, perché nell’unico interrogatorio effettuato ieri mattina che vedeva coinvolto il venticinquenne Matteo Cauli la decisione è stata quella di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il giovane resta per il momento ai domiciliari in attesa di una decisione del giudice che dovrà valutare la conferma, la revoca o l’attenuazione della misura cautelare.

A proposito di misure cautelari, oggi si andrà avanti con gli interrogatori che si svolgeranno tra le carceri di Massama, Nuoro e Cagliari. Dureranno lo spazio di pochi minuti, quelli necessari a compiere le formalità, oppure qualcuno sceglierà una via alternativa a quella del silenzio? Dipende dalle strategie difensive che verranno adottate dai difensori di Gianni Dessì, 53 anni di Villaurbana, finito in carcere assieme ai coniugi Giovanni Mocci e Romina Ibba, 54 e 46 anni residenti nella borgata oristanese di San Quirico, di Mario Murgia, macellaio 51enne di Marrubiu che svolge la propria attività a Oristano; di Andrea Cauli, 48
anni, di San Quirico, padre del giovane Matteo che si trova ai domiciliari al pari dei campani Giuseppe e Luigi Ambrosio, 49 e 26 anni, padre e figlio di San Giuseppe Vesuviano. In carcere si trovano poi Domenico Lai, 38 anni di Ottana, e Michele Illotta, 46 anni di Simaxis. (e.c.)

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