Rete del gas, osservazioni entro gennaio

Pubblicati i progetti della Snam: scattano i termini. Si potrebbe arrivare a una fusione con la proposta della Sgi

ORISTANO. Chi è contrario al progetto che prevede la realizzazione del troncone sud della dorsale sarda del gas metano si organizzi e si attrezzi per presentare delle osservazioni al ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio. C’è tempo sino al 16 gennaio del prossimo anno. La Snam ha infatti depositato al ministero tutta la documentazione relativa progetto “Metanizzazione Sardegna-tratto Sud”, un progetto che «prevede la posa del metanodotto Cagliari-Palmas Arborea, del metanodotto Vallermosa - Sulcis e del metanodotto collegamento terminale di Oristano per una lunghezza complessiva di 150,570 chilometri e la posa di otto linee secondarie per una lunghezza di 79,995 chilometri».

Tutto l’incartamento è disponibile sul portale internet del servizio Valutazioni ambientali. Un intervento che dovrebbe coinvolgere 30 Comuni: Guspini, Marrubiu, Santa Giusta, Siliqua, Sarroch, Assemini, Decimoputzu, San Gavino Monreale, Domusnovas, Oristano, Terralba, Serramanna, Iglesias, Capoterra, Pabillonis, Villamassargia, Sanluri, Musei, Sardara, Villacidro, Palmas Arborea, Uras, Villaspeciosa, Mogoro, Sestu, Uta, Vallermosa, Carbonia, Villasor, Cagliari.

Un progetto analogo punta a realizzare il troncone nord della dorsale, da Oristano sino a Porto Torres. Ma l’intervento a sud è in una fase più avanzata. Il porto industriale di n Santa Giusta-Oristano dovrebbe avere un ruolo centrale nel progetto, con ben tre depositi costieri di Gnl che servirebbero ad alimentare, in parte, la rete. La Snam ha richiesto «l’inserimento nella rete nazionale e nella rete regionale dei gasdotti della dorsale di trasporto e delle opere di interconnessione alle reti di distribuzione».

Un progetto che prevede la realizzazione, per fasi successive, di 390 chilometri di rete, più altri 200 di rete regionale. L’intero progetto per la Sardegna dovrebbe costare un miliardo e mezzo di euro, anche se i fondi disponibili (quelli del Patto per la Sardegna firmato dal presidente Pigliaru e dall’allora capo del Governo Matteo Renzi, ammontano forse a un terzo). Cifre da capogiro, che fanno storcere il naso a più d’uno, ma che evidentemente non spaventano i candidati alla realizzazione dell’opera. Che sono due: oltre alla Snam c’è anche la Società gasdotti Italia, Sgi, che ha presentato, nei propri piani decennali di sviluppo 2015-2024 un progetto di sviluppo in tre fasi della dorsale sarda e delle linee regionali di collegamento. Si dà per probabile un accordo tra le due società per l’unificazione dei due progetti. A metà ottobre Liliana Panei, della Divisione Mercati e Infrastrutture per l’approvvigionamento gas del Ministero dello Sviluppo economico, aveva annunciato una prossima intesa.

I progetti erano stati inizialmente presentati all’assessorato regionale all’Ambiente, ma l’entrata in vigore del Decreto legislativo 104/2017 sulla disciplina in materia di valutazione di impatto ambientale, «il Ministero dell’Ambiente ha attratto alla sua sfera di competenza diverse categorie di progetti da sottoporre alle procedure in materia di Via».

Quindi
il Servizio valutazioni ambientali della Regione, anche dietro sollecitazioni da parte dei ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, e delle due società che hanno presentato i progetti, non ha potuto far altro che trasferire «i procedimenti alla nuova autorità competente».

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