La controproposta di Bosa per gli ambiti territoriali

Il sindaco: l’area ottimale è quella con Marghine, Montiferru, Meilogu e Villanova Alla base legami sociali economici e culturali, unica Diocesi e il Contratto di fiume

BOSA. No all’ambito territoriale Planargia-Montiferru-Sinis previsto dalla Regione. Sì ad un ambito ottimale di aggregazione delle Unioni dei Comuni di Planargia-Marghine-Montiferru-Villanova-Meilogu, unite da secolari rapporti, mai venuti meno malgrado la diversa collocazione provinciale, di interscambio sociale, culturale ed economico. È questo il fulcro della deliberazione, per tutti la vera decisione dal basso ipotizzata dalla Regione in tema di riordino territoriale in Sardegna, approvata all’unanimità dal consiglio comunale di Bosa nella seduta del 27 novembre. Che formalmente chiede di rivedere la decisione presa a Cagliari nella delibera in tema di riordino del sistema delle autonomie locali in Sardegna. Eventuali richieste dei comuni per l’inserimento in un cosiddetto "ambito ottimale" diverso rispetto a quello proposto possono infatti essere avanzate “Entro venti giorni dalla pubblicazione nel Buras della Proposta di Piano”. Questo il passaggio tecnico previsto dalla legge la cui finestra temporale è ancora aperta per pochi giorni. Rispetto ad una legge che promuove l’associazionismo delle Unioni dei comuni, a loro volta da aggregare in “ambiti territoriali ottimali” dove garantire uniformità nei livelli essenziali dei servizi attraverso accordi tra le rispettive Unioni di appartenenza. In sostanza territori che devono avere basi solide per collaborare tra loro nello sviluppo di aree geografiche contigue, non solo sulla carta però, è il distinguo di Bosa. «Vi chiedo di valutare, alla luce di una riunione tenuta a Mara nei giorni scorsi insieme ai sindaci delle Unioni del Meilogu e di Villanova che sono d’accordo, una nuova proposta. Che prevede di non approvare l’ambito stabilito nel documento regionale del 18 luglio 2017, proponendo invece un nuovo ambito territoriale ottimale costituito da Planargia, Marghine, Montiferru, Villanova e Meilogu», chiede il sindaco Luigi Mastino, sulla scorta di una serie di considerazioni che convincono tutti. «Diversi comuni del Marghine, Villanova e Meilogu rientrano all’interno del bacino idrografico del Temo, e quindi nel futuro Contratto di Fiume; questi territori si integrano per la morfologia; i centri da cui sono composti fanno capo per il turismo alle località della costa occidentale fra Bosa, Magomadas, Tresnuraghes e Cuglieri; uno dei due Sic integra il territorio di Bosa e Villanova, ha già stabilito in passato la Regione; la viabilità è presente attraverso le statali 129bis e 292; la lingua è prevalentemente il Logudorese; la diocesi di riferimento è Alghero-Bosa; senza contare i legami mai interrotti nei rapporti sociali, economici, culturali;
il progetto Life include centri di Planargia, Villanova e Meilogu”», alcune delle motivazioni emerse durante il dibattito in aula, negli interventi dei consiglieri Piero Franco Casula, Sergio Obinu, Salvatore Angotzi, e degli assessori Silvia Tanda, Salvatore Fois e Alfonso Campus.

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