«Accattoni molesti» Forza Italia vuole il pugno di ferro

«Chiedono l’elemosina con lo smartphone in mano» Mozione al sindaco: verificare chi è realmente povero

ORISTANO. Una mano tesa per chiedere l’elemosina, nell’altra uno «smartphone fiammante». Quest’ultima definizione è contenuta nella mozione presentata dal gruppo consiliare di Forza Italia e la descrizione serve a dipingere il fenomeno che si vuole bloccare: l’accattonaggio. Oristano sarà pure in cima dalla notte dei tempi alla classifica delle città più sicure, ma ultimamente il fenomeno starebbe assumendo dimensioni non più tanto controllate. Prova ne sia che tra le primissime richieste del gruppo di otto consiglieri eletti a giugno in maggioranza c’è quella con la quale si invita il sindaco Andrea Lutzu a prendere provvedimenti prima che la situazione degeneri.

La via da seguire è quella di un’ordinanza per «inserire nel regolamento di polizia urbana una norma che preveda l’applicazione di sanzioni contro l’esercizio dell’accattonaggio in forma molesta e utilizzare i servizi comunali, di concerto con le forze di polizia, per compiere le dovute verifiche su persone che possano praticare l’elemosina senza trovarsi in condizioni di reale povertà». Insomma, la percezione è che in città siano sbarcate truppe che, spartendosi i vari quartieri e i punti nevralgici, stiano dando vita a una vera e propria attività imprenditoriale illecita.

L’accattonaggio non è più reato da ventidue anni, ma è vero che a febbraio il governo ha attribuito ai sindaci più poteri per tutelare i cittadini da chi, con troppa insistenza, pratica l’assidua caccia allo spicciolo. Così Luigi Mureddu, primo firmatario, spiega il carattere della mozione: «È una richiesta fatta a tutela soprattutto delle donne. Ci sono gruppi organizzati che quotidianamente stazionano in determinate zone con atteggiamenti eccessivi che spaventano. Prova ne sia che alcuni market hanno dovuto assumere delle guardie giurate per arginare il fenomeno. Il razzismo non è di casa a Oristano, lo spirito della mozione è quello di porre l’accento sul problema sicurezza prima che si perda il primato e si assista a episodi come quelli che si sono verificati a Cagliari ultimamente».

Lo spirito della mozione da trasformare in ordinanza è quindi quello di aumentare i controlli e capire le reali condizioni economiche di chi percorre vie e piazze con la mano tesa. «Non vogliamo infierire su chi si ritrova a chiedere l’elemosina per necessità», conclude il consigliere di Forza Italia. Eppure la percezione di una sicurezza che sta venendo a mancare non trova per il momento l’assenso di chi opera nel volontariato, come Giovanna Lai, presidentessa della Caritas Diocesana: «Mi sembra una richiesta che va a traino della recente polemica suscitata a Nuoro dall’intervento di don Francesco Mariani. Va bene qualche controllo in più ma non mi pare che siamo in una situazione tale da giustificare addirittura un’ordinanza». Pensiero simile
a quello di Franco Corrias ex presidente dell’associazione che gestisce il dormitorio per i senzatetto: «Il fenomeno, che realmente interessa di più gli stranieri, è limitato e non allarmante. Le esagerazioni non vanno bene, ma i casi del genere in città sono veramente sporadici».

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