Centri commerciali, Via Dritta si prepara a respingere l’assalto

Imminente l’apertura di due strutture in periferia E i negozianti di corso Umberto studiano nuove strategie

ORISTANO. Prove di rilancio per cancellare lo spauracchio di un ulteriore calo di clienti. Si potrebbero chiamare così le strategie che i commercianti di Corso Umberto, attraverso il gruppo Whatsapp “Quelli di via Dritta”, vogliono approntare in vista dell’imminente apertura di due nuovi centri commerciali alla periferia della città. Il primo che fa capo alla famiglia Russo sorgerà nella zona industriale e sarà inaugurato a giorni. «Ovviamente per il centro storico, sempre più deserto, sarà un problema. Noi non ce la prendiamo contro gli operatori dei centri commerciali, piuttosto vorremmo politiche migliori per evitare l’abbandono del centro», è il messaggio corale dei commercianti di Corso Umberto.

Eddy Piana, ideatore del gruppo Whatsapp, spiega: «Non sarà facile affrontare la concorrenza di chi propone ai clienti novità e, ad esempio, momenti di intrattenimento. L’unica nostra arma è quella di restare uniti e cercare di fare nuove iniziative, tutti assieme». Suzy Serrenti, a sua volta titolare di una gioielleria, conferma: «Certamente non sono sufficienti poche manifestazioni nei periodi clou degli acquisti. Noi qui dobbiamo riuscire a trattenere i clienti tutto l’anno». L’inizio sarà quello di rendere più accogliente la via, dandole magari un segno di identità, partendo da cose elementari, come i tappeti che saranno collocati per segnare la via che saranno tutti identici.

Ma resta il problema su come poter competere con i centri commerciali che offrono, ad esempio, parcheggi vicini e gratis? «Se gli amministratori locali avessero mantenuto negli anni gli impegni realizzando realmente il multipiano accanto ai palazzi Saia e non riducendolo a un parcheggio a due soli piani, una parte dei problemi del centro sarebbe stato risolto», dice Claudio Fanni, commerciante di calzature. Anche l’ottico Ulisse Pispisa, muove critiche agli amministratori locali: «Dovrebbero avere una visione più ampia e rendersi conto che spopolare il cuore delle città è un errore che si paga a carissimo prezzo». Renato Cruciani, alimentarista, allarga
le braccia: «Con i centri commerciali abbiamo le armi spuntate». Marilena Pinna, commerciante di abbigliamento, è invce ottimista: «C’è lavoro per tutti. Sta anche a noi dimostrare che un piccolo negozio non sempre è sinonimo di poca scelta e prezzi alti, ma garanzia di qualità».

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