Tassa di soggiorno, rinvio diplomatico in Consiglio a Bosa

Le opposizioni: «Chiarezza sulla destinazione dei fondi» L’importo preventivato per il 2018 è di 80mila euro

BOSA. Slitta al prossimo consiglio comunale l’approvazione della proposta di istituire nella città del Temo la tassa di soggiorno, avanzata dall’assessore al turismo Alfonso Campus e sostenuta dalla maggioranza. L’argomento, compresa l’approvazione del necessario regolamento comunale, è stato dibattuto giovedì scorso, non senza qualche tensione nell’aula consiliare di piazza Carmine. «Si tratta di un rinvio tecnico. Farò un altro giro di incontri con gli operatori dell’accoglienza, poi si tornerà in aula con le eventuali possibili modifiche richieste rispetto alla bozza di regolamento», afferma Campus.

L’obiettivo della tassa di soggiorno è «finanziare interventi in materia di promozione turistica, manutenzione di beni pubblici e storici e quanto utile in questo settore», spiega l’assessore.

«I mancati trasferimenti di fondi statali e regionali in questi anni – ha aggiunto l’assessore Danilo Mastinu – ci spingono ad utilizzare questo strumento. Voglio comunque segnalare che in questi anni nella nostra città sono cresciute presenze e pernottamenti. Ma emergono anche una serie di richieste, da turisti e operatori, per servizi che è necessario assicurare».

Fatti i conti, la stima è di ottenere nel 2018 un introito di circa 80mila euro. Saranno destinato, secondo gli amministratori locali «alla nascita dell’Ufficio Turistico, più avanti magari anche a dotare la città di una cartellonistica adeguata, su questo intendo discutere con gli operatori».

Udc e Per Bosa hanno chiesto di mettere ai voti il rinvio della votazione «per consentire agli operatori e alle associazioni di categoria di studiare bene la proposta e apportare i necessari correttivi», la motivazione a più ampio raggio. «Nessuno è contrario per principio alla tassa di soggiorno, ma non ad applicare l’imposta in questo modo e con questi tempi«, spiega il capogruppo Piero Franco Casula. Convinto che «meglio sarebbe iniziare con una sperimentazione per il primo anno, con una cifra simbolica uguale per tutti e per un massimo di 4-5 giorni consecutivi».

«Dobbiamo decidere la concreta destinazione dei proventi evitando riferimenti generici», hanno ribadito i consiglieri di opposizione.

Il dibattito in aula in più frangenti si è surriscaldato, con fitti e non privi di stilettate botta e risposta tra
gli opposti schieramenti. Per smorzare i toni la presidente Maura Cossu, il sindaco era assente per motivi di salute, ha chiesto e ottenuto 5 minuti di sospensione. Al rientro in aula è Alfonso Campus a chiedere il rinvio, approvato all'unanimità «per discutere ancora con gli operatori».

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