Il seminario compie 90 anni Oggi i festeggiamenti a Cuglieri

L’istituto ha sfornato centinaia di preti prima del trasferimento a Cagliari nel 1971 Tra le attività educative la creazione di una Repubblica di giovani nel nome di San Giovanni

CUGLIERI. Una giornata di festa oggi a Cuglieri sul filo dei ricordi nati all’ombra del grande Seminario regionale e dell’annessa Facoltà teologica. Due strutture che per 44 anni – dal 1927 al 1971 – hanno fatto della cittadina del Montiferru la capitale della Chiesa sarda, l’Università cattolica che ha sfornato qualche centinaio di preti e dato vita alla “Repubblica di san Giovanni”.

L’associazione culturale Marafé e il comune di Cuglieri hanno organizzato, in collaborazione con la Facoltà Teologica e l'Associazione Amici della Musica, una giornata per commemorare i 90 anni della fondazione del Seminario “Sacro Cuore”, trasferito nel 1971 a Cagliari.

Il profilo storico sarà ricostruito questa mattina da monsignor Tonino Cabizzosu che alla “fabbrica dei preti” ha dedicato un libro e diversi saggi.

«Il Seminario regionale – dice Enrico Fenu, presidente di Marafè – ha segnato per quasi 45 anni la nostra comunità lasciando un vivo ricordo. Ha inoltre svolto un importante ruolo nella diffusione della musica sacra in Sardegna e in un secondo tempo anche nella ricerca sulla musica tradizionale, grazie all’opera di alcuni gesuiti che raccolsero abbondante materiale etnomusicologico, in particolare padre Paolo Gamba».

Centro delle attività dei gesuiti fu la chiesa di san Giovanni dove si svilupparono attività educative per l’epoca davvero singolari.

«Oltre che nella catechesi, infatti, i ragazzi furono coinvolti – dice lo storico Tonino Loddo – in progetti differenziati e coinvolgenti, quali lo scoutismo e il canto corale. In particolare, i Pueri Cantores diretti da padre Paolo Gamba divennero ben presto una schola di assoluto prestigio e valore, protagonisti per tutti gli anni Sessanta di indimenticabili performance non solo nei vari paesi della Sardegna ma perfino nella Penisola. Indimenticabile la tournèe che li portò per 15 giorni in Piemonte nel settembre del 1964, quando cantarono oltre che nei raduni delle associazioni degli emigrati sardi anche nella sede della Juventus, sempre con il distintivo dei quattro mori ben visibile sulla tunica bianca».

L’apice dell’attività educativa si raggiunse senza dubbio con la fondazione (1961) della “Repubblica di san Giovanni”, frutto di un’intuizione pedagogica davvero singolare, basata sull’attivismo di Gesualdo Nosengo, pedagogista cattolico astigiano animatore di gruppi giovanili guardati con sospetto dal fascismo.

La “Repubblica” era strutturata in villaggi (a seconda dell’età dei ragazzi), presieduti da un capo villaggio, ed aveva ovviamente una propria Assemblea, un proprio Governo con vari Ministri (Lavoro, Giochi, Culto, Pulizie…) presieduto da un gran Capo rigorosamente eletto dall’Assemblea, e perfino una moneta (i fiorini, che si guadagnavano compiendo determinate azioni e che si potevano spendere per l’acquisto di materiale d’uso come libri o cancelleria) e una propria Polizia. «I quasi duecento ragazzi di ogni età – aggiunge Loddo – ogni anno negli ampi spazi di san Giovanni giocavano, studiavano (attivo anche un fiorente doposcuola), costruivano oggetti per autofinanziare le attività della “Repubblica”, organizzavano periodo di soggiorno al mare o facevano catechismo».

Nel pomeriggio
di oggi sarà protagonista della manifestazione proprio padre Paolo Gamba, che nel pomeriggio assisterà a un concerto di musica sacra nella chiesa di San Giovanni Battista con brani dalla tradizione cuglieritana e dal “Sacri Concentus”, repertorio in uso dai chierici del Regionale.

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