Imu e Ici per la diga in Commissione tributaria regionale

Le imposte reclamate da Sorradile e altri cinque Comuni: sono riferite alle centrali realizzate su aree comunali

SORRADILE. È arrivata a un bivio l’azione legale dei sei Comuni attorno al lago Omodeo, che reclamano il versamento dell’Ici e dell’Imu sugli immobili interessati dalla presenza di centrali idroelettriche, di strutture e impianti annessi. Nelle scorse settimane la Commissione tributaria regionale si è riunita per esaminare il ricorso presentato dalle amministrazioni che in primo grado si erano viste respingere l’istanza di versamento degli oneri tributari richiesti ai gestori dei servizi di produzione e di distribuzione dell’energia. Il collegio giudicante non ha ancora emesso una sentenza e c’è attesa per il finale di un contenzioso che va avanti da quasi quattro anni. Malgrado il nulla di fatto ottenuto in prima istanza c’è un moderato ottimismo sulla possibilità di spuntarla in appello. La speranza è motivata dal contenuto stesso della sentenza della commissione tributaria di primo grado. I giudici di Oristano hanno obiettato che per esigere il versamento delle imposte sugli immobili i Comuni avrebbero dovuto dimostrare che le infrastrutture realizzate sui loro terreni fossero accatastate. Per i sindaci non si è trattato di un giudizio di merito e questo li ha convinti a perseverare. «I nostri legali hanno impostato il ricorso su alcune sentenze relative a casi analoghi favorevoli ai Comuni, alcune delle quali emesse già in primo grado» ha spiegato il sindaco Pietro Arca, che sta giocando la partita insieme ad altri cinque colleghi. La causa procede su due binari distinti e di fatto i casi vengono esaminati per blocchi. Da una parte ci sono Sorradile, Busachi e Ula Tirso che reclamano la tassazione sulle infrastrutture realizzate dall’Enel negli sbarramenti di Sa Cantonera e Santa Chiara e nel laghetto di Benzone; dall’altra Ghilarza, Sedilo e Tadasuni tentano il recupero delle imposte sulle linee elettriche e sui terreni. I casi esaminati finora riguardano le centrali idroelettriche. «Non è qualcosa che si deve dimostrare ai fini del versamento delle imposte sugli immobili, è pacifico che le strutture sorgano sui terreni comunali e ci sono sentenze passate in giudicato che sposano questa tesi –, ha rilevato Pietro Arca –. Inoltre vi sono casi conclamati come il contenzioso vinto dal Consorzio di Bonifica o il decreto prefettizio del ‘32 che imponeva alla Società elettrica sarda di compensare il Comune di Busachi per la diga». Prima di sapere se la linea dei legali ha fatto breccia oppure no nella Commissione tributaria di Cagliari potrebbero passare mesi. Nell’eventualità di un esito negativo il ricorso
in Cassazione non sarebbe scontato, ma neppure scartato a priori. «Tuttavia siamo fiduciosi per l’appello. In casi simili hanno avuto ragione gli enti locali e non vedo perché il nostro territorio debba ancora essere penalizzato dopo tutto quello che ha dato per queste infrastrutture».

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