Finto rappresentante usava identità falsa per truffare i clienti

Sosteneva di essere un venditore della ditta Catapano Smascherato dalla polizia: è scattata una doppia denuncia

ORISTANO. Non vendeva la Fontana di Trevi come Totò e Nino Taranto, bensì meno pregiate lenzuola e biancheria per la casa. Come lo stesso Totò, ma in quel caso in coppia Peppino Di Filippo nel film che li voleva “Divisi a Berlino” in cui facevano il lavoro di magliari. Usava come specchietto per le allodole il nome della famiglia Catapano, assai conosciuta per via dell’attività imprenditoriale, fingendosi un suo rappresentante di commercio. Purtroppo per lui, esattamente come i serial killer, non si è fermato al momento giusto. Ha continuato a girare in lungo e in largo la provincia in cerca di vittime da raggirare sino al momento in cui la trappola che aveva preparato non ha più funzionato. Anzi, nella trappola è caduto proprio A.A., il presunto truffatore incallito che si è beccato una denuncia anche per un secondo reato, quello di sostituzione di persona.

A tradirlo, oltre la voce che ormai si era sparsa e le numerose segnalazioni che già avevano messo sul chi vive la Polizia di Stato, sono stati la targa, il colore e il modello della sua auto. Riconosciuta da una delle vittime, ha facilitato l’ultimo passo delle indagini portate avanti dalla Squadra Mobile che nei giorni scorsi ha chiuso il cerchio. Il 75enne originario di Alghero, ma considerato oristanese purosangue, si fingeva rappresentante della ditta che fa capo a Giuseppe Catapano, alla guida della decennale impresa di famiglia che ha il suo punto vendita principale in via Mazzini a Oristano. Il venditore, su cui pende una precedente denuncia per una truffa simile compiuta a Oliena e per un furto, usava un trucco nemmeno troppo originale, il problema è che diversi anziani o acquirenti non molto attenti sono incredibilmente cascati nella trappola. Mostrava della merce e, dopo aver convinto i clienti a comprarla, scambiava la confezione con altre che aveva in auto. In queste ultime era presente biancheria per la casa danneggiata, irreparabilmente macchiata o addirittura le stesse confezioni contenevano solo uno degli innumerevoli articoli che invece erano stati acquistati e regolarmente pagati.

«Raccontava vita, morte e miracoli della nostra famiglia – spiega Giuseppe Catapano –. Poi inventava una storia dicendo che l’azienda era in serie difficoltà e che pur di recuperare qualche soldo avevamo dato a lui l’incarico della vendita porta a porta. Ovviamente non era così, ma purtroppo è una storia che è andata avanti diversi anni. La Polizia è stata molto brava nel portare avanti l’indagine, a noi resta comunque il danno subito perché abbiamo perso credibilità agli occhi di molte persone. Abbiamo ricevuto tante lamentele e non tutti inizialmente hanno creduto al fatto che fossero stati truffati».

In tutto questo tempo, il venditore ha battuto a tappeto il capoluogo, le sue frazioni e altri Comuni. Si è spinto sino a Nughedu Santa Vittoria dove un’anziana l’ha però cacciato dopo aver sentito puzza di bruciato. Ha raccontato di averlo inseguito con una scopa, mettendo in fuga il venditore che però non si è perso
d’animo. Ha proseguito con le vendite folli – ad esempio, un lenzuolo a 130 euro – nel circondario di Oristano. L’ha fatto a Pardu Nou frazione di Siamaggiore, l’ha fatto a Donigala dove però il cliente ha capito tutto, segnato il numero di targa e avvisato la Polizia. Fine delle vendite.

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