Una microspia nell’ufficio del sindaco

La “cimice” ritrovata qualche settimana fa. Non è chiaro se a essere spiato fosse Lutzu o il suo predecessore Tendas

ORISTANO. Occhi e orecchie indiscrete vigilavano sul municipio. Alcune settimane fa, nella stanza del primo cittadino è stata ritrovata una microspia. Oggi alla guida della giunta di palazzo Campus Colonna c’è Andrea Lutzu, ma, visto il breve lasso di tempo da cui è alla guida dell’amministrazione, vien da pensare che la “cimice” fosse per controllare qualche mossa del suo predecessore Guido Tendas. La notizia è alquanto originale e, come diceva Fabrizio De André, «non ha bisogno di alcun giornale» per volare «veloce di bocca in bocca». Il segreto evidentemente resta tale quando è uno solo a conoscerlo, ma se le cose iniziano a essere note a più persone è assai facile che la voce si sparga sino a diventare di pubblico dominio.

Così, per quanto ancora non siano in tanti a conoscenza dei fatti, c’è già un nutrito gruppo di persone tra politici, tecnici, forze di polizia che sa cos’è avvenuto qualche settimana fa nello storico palazzo di piazza Eleonora dove ha sede operativa la giunta. Il sindaco Andrea Lutzu è nel suo ufficio al primo piano e sta utilizzando il computer che però si blocca. Viene quindi chiamato un tecnico per effettuare una riparazione e in quell’occasione c’è il ritrovamento della microspia.

La reazione è facilmente intuibile. Alla sorpresa, si mischiano preoccupazione e contrarietà per la scoperta che apre subito la porta a una serie di dubbi che hanno attraversato le menti di tutti coloro che in questi giorni sono venuti a conoscenza dell’episodio. Il primo interrogativo riguarda chi l’avrebbe piazzata lì e in che occasione. Poi però, riflettendo a mente più fredda, vien da pensare che forse quella microspia potesse essere entrata negli uffici comunali in un passato non troppo prossimo quando alla guida della città c’era ancora Guido Tendas. Del resto Andrea Lutzu è stato eletto meno di sei mesi fa e appare difficile che ci siano state azioni d’indagine nei confronti di chi, al momento, ha avuto poco tempo per prendere decisioni tali da determinare l’avvio di inchieste giudiziarie.

In ogni caso, del ritrovamento sono state informate ovviamente le forze di polizia e inizialmente sembrava che l’orientamento dell’attuale sindaco dovesse essere quello di divulgare la notizia. Poi si è scelta la via del silenzio, silenzio che comunque è durato lo spazio di pochi giorni visto che oramai la notizia, per quanto sotto forma di
chiacchiera pubblica, avesse iniziato a circolare con notevole insistenza.

Non va comunque scartata l’ipotesi che la “cimice” sia finita lì per opera di qualche curioso che dopo aver avuto accesso all’ufficio, autonomamente, avesse deciso di spiare le mosse del primo cittadino.

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