«Il poligono sull’Omodeo è da chiudere»

I Comuni del territorio sperano che portando la vertenza sul tavolo del governo l’addio sia più facile

GHILARZA. Dopo anni di battaglie istituzionali la vertenza sul poligono del Caip sarà sottoposta all’attenzione del governo nazionale con un atto ufficiale, alla stregua delle servitù militari su cui la settimana prossima si aprirà il confronto decisivo tra la Regione e il ministero della Difesa. Il risultato è stato accolto favorevolmente da quelle amministrazioni locali che reclamavano lo spostamento del campo di tiro sull’Omodeo e che ora attendono gli sviluppi sulla firma del protocollo d’intesa. All’indomani di questo parziale successo si respira un clima di moderato ottimismo tra alcuni dei sindaci schierati fin dalla prima ora per la chiusura del sito, benché la partita decisiva sia ancora tutta da giocare. Il consigliere regionale Antonio Solinas, che ha perorato la causa durante il dibattito in consiglio regionale ottenendo il via libera all’inserimento della richiesta del trasferimento della struttura in una delle basi militari presenti sull’isola, ha parlato di un importante passo in avanti. «Portiamo la questione all’interno della vertenza nazionale – ha detto l’esponente del Partito Democratico – le comunità della zona sono sempre state contrarie alla presenza del poligono, che impone sacrifici e limitazioni alle attività umane, oltre a determinare un danno per l’ambiente». Antonio Solinas ha proposto una dislocazione diversa, che tuttavia non pregiudichi la presenza del Caip di Abbasanta. «Mai messo in discussione, anzi la consideriamo una ricchezza per il territorio, ma considerato che oltre alla Polizia di Stato le stesse polizie municipali, le compagnie barracellari e tutti gli altri rami militari della Sardegna si esercitano in quel territorio, credo sia opportuno individuare un sito da utilizzare per le stesse esercitazioni a fuoco all'interno delle servitù militari esistenti». Una valutazione che trova d’accordo il sindaco di Boroneddu. «Per noi è importante tutelare la permanenza di un servizio come il Caip, l’ideale sarebbe trovare una soluzione condivisa compatibile con la necessità di spostare il poligono dall’Omodeo, perché è un freno per lo sviluppo e le attività economiche», ha affermato Fabrizio Miscali. Per il sindaco di Sorradile è un punto di svolta. «Non è più possibile mantenere il campo di tiro, che peraltro ricade in un’area d’interesse comunitario», ha rilevato Pietro Arca. «I Comuni della zona non possono fare programmazione territoriale, tutte le attività sono condizionate: quella agropastorale,
quella turistica e il semplice transito di persone e animali. Finalmente con questo atto si prendono in considerazione i problemi e allo stesso tempo le aspettative di sviluppo finora disattese. E’ un riconoscimento per le comunità locali».

Maria Antonietta Cossu

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