Conto degli zii prosciugato Due sorelle a processo

Morgongiori, accusate di circonvenzione d’incapace: «Spariti 100mila euro» Soldi investiti nell’apertura di un laboratorio per produrre pasta fresca

MORGONGIORI. Lorighittas e fregula coi soldi degli zii, ma l’impresa a conduzione familiare oltre che buoni sapori avrebbe prodotto anche dissapori. Così le due sorelle imprenditrici, Caterina e Claudia Polese, che col loro cognome danno il marchio anche all’affermato pastificio, si ritrovano a dover fare i conti con una richiesta di condanna per circonvenzione di incapace. Il pubblico ministero di anni ne ha chiesti tre, gli avvocati difensori Loretta Pusceddu e Massimiliano Carta invece hanno ben altri solleciti da fare al giudice visto che vogliono l’assoluzione. La decisione arriverà il 7 febbraio, data in cui sono previste le repliche e la sentenza.

Per il resto l’intreccio della vicenda è già stato esaminato durante il procedimento nato dopo la denuncia del figlio dei signori Desiderio Statzu e Angelina Figus. I due anziani, ormai malati e in condizioni di scarsa o inesistente lucidità mentale, ospitarono qualche anno fa le due sorelle nella loro casa. Che male c’è a dare accoglienza a due nipoti? Nessuno, solo che la buona azione non ne avrebbe generato una altrettanto buona. Giorno dopo giorno, dal conto corrente dei due anziani, che intanto sono passati a miglior vita, sarebbero spariti circa 100mila euro.

Secondo quanto sostiene il pubblico ministero, i due coniugi sarebbero stati convinti ad affidare la gestione dell’intero patrimonio alle due sorelle, le quali in cambio avrebbero garantito assistenza e amorevoli cure domestiche alla coppia. Ma sarebbe stato solo un pretesto per mascherare le reali intenzioni delle sorelle che per prima cosa avrebbero allontanato i due anziani dalla loro casa e poi, grazie a quel notevole gruzzolo, avrebbero trasformato la stessa nella sede del laboratorio per la produzione di eccellente pasta artigianale. Non solo avrebbero pagato la ristrutturazione dell’immobile con i risparmi dei due zii, ma avrebbero anche usato i soldi per pagare lo stipendio ai dipendenti del pastificio.

Il tutto sarebbe andato avanti per cinque anni, periodo in cui sarebbero stati “bruciati” i 100mila euro. Alla morte dei due signori, succede però che il figlio, che ora è parte civile assistito dall’avvocato Daniele Faedda, nota che il conto in banca dei genitori si è prosciugato e inizia ad avere dubbi. Dubbi che sfociano in una denuncia. La procura indaga e alla fine contesta la circonvenzione d’incapace alle due sorelle. La più giovane, Claudia, sostiene di non aver saputo nulla riguardo i soldi e di non aver mai avuto a
che fare col conto in banca degli zii, mentre la maggiore, Caterina, si difende ribadendo i buoni propositi e replicando proprio col fatto che i due anziani per lungo tempo furono accuditi da loro.

Quale versione convincerà il giudice? Non resta che attendere l’udienza decisiva.

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