Sindrome di Lyme, Cristina chiede aiuto per la sua battaglia

La ragazza di Cuglieri lancia una nuova sottoscrizione La speranza è il viaggio negli Stati Uniti per vincere il male

ORISTANO. Cristina Rosa sta meglio, ma non è guarita e deve ritornare negli Stati Uniti per poter proseguire le cure. È ripartita quindi la sottoscrizione online per la raccolta di fondi da destinare alla giovane di Cuglieri colpita più di vent’anni fa dalla sindrome di Lyme, provocata da una puntura di zecca e diagnosticata purtroppo con molti anni di ritardo e solo quando la giovane si rivolse a una struttura sanitaria di Trieste.

In Italia però non ci sono strutture specializzate nella cura della Sindrome di Lyme, così l’anno scorso, grazie alla generosità di tantissimi sardi che avevano risposto senza esitazioni al primo appello lanciato attraverso i social, permettendo di raccogliere 17mila euro, Cristina è stata curata a nella clinica di Washington nella clinica specializzata del dottor Joseph Jemsek, uno dei massimi esperti mondiali per la cura contro questa infezione batterica difficilissima da diagnosticare ma anche da sconfiggere. Quando arrivò negli Stati Uniti, dove la sindrome si cura da oltre 25 anni, la giovane era in condizioni di salute gravissime: «Non ero in grado di camminare, stavo a malapena seduta e i dolori erano lancinanti – scrive in una lettera –. Le mie facoltà cognitive erano compromesse, i muscoli respiratori severamente indeboliti e non nascondo di aver temuto, in diverse occasioni, per la mia vita».

Dopo mesi di cure a base di integratori per rafforzare il sistema immunitario e farmaci neurologici per alleviare i dolori, è iniziata finalmente la terapia antibiotica. A giugno dell’anno scorso Cristina è stata anche in Polonia a Danzica, dov’è stata sottoposta a terapie integrative. Finalmente, a luglio è arrivata al Santa Maria Bambina di Donigala, dove ha potuto iniziare la terapia riabilitativa che ora le consente di camminare, anche se non più dieci minuti per volta, riacquistare il 90 per cento delle facoltà cognitive, oltre non aver più sincopi, tachicardia, vertigini e convulsioni. Ha anche ripreso a dormire ed è molto più autonoma di prima.

Dopo il ciclo riabilitativo, Cristina è stata dimessa, ma deve tornare negli Stati Uniti. «Ho ancora seri problemi vascolari, dolori molto forti, soffro di fatica cronica, debolezza muscolare, sensibilità alla luce e ai suoni e accuso disturbi del movimento», dice. Un quadro clinico grave, insomma. Interrompere all’improvviso le cure, potrebbe toglierle la possibilità di guarire ma soprattutto, come è scritto nell’appello lanciato sulla pagina Facebook “Aiutiamo Cristina”«le toglierebbe la speranza di continuare a vivere». Da qui la riapertura della sottoscrizione con le donazioni che possono essere fatte attraverso un bonifico al codice Iban IT78C030691741110000001190, destinatario Cristina Rosa e con
la casuale “Aiutiamo Cristina”. La speranza è dunque legata ancora una volta alla generosità delle persone. Ma bisogna fare in fretta: Cristina deve partire entro gennaio e anche il costo del viaggio fino agli Stati Uniti è così elevato che da sola, non è in grado di poterlo sostenere.

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