No al termodinamico: «Pronti ad andare davanti al Tar»

Assemblea dei cittadini contrari al progetto di San Quirico, critiche all’ex sindaco Tendas

ORISTANO. Per gli oppositori della centrale termodinamica di San Quirico, le ricadute del futuro impianto avranno effetti anche lontano dalla borgata agricola oristanese. «Mi chiedo quanti dei proprietari dei terreni dove scorre il cavidotto che servirà la centrale termodinamica, sappiano che nella convenzione tra comune e San Quirico Solar power srl è previsto il vincolo per l'esproprio di una fascia di dieci metri attorno alla condotta. Stiamo parlando di 7 km, da San Quirico a Fenosu. Ai dieci metri espropriabili bisogna aggiungere una fascia di rispetto di un ulteriore metro per lato». Così Antonello Garau, rappresentate del Comitato anti-centrale, nell'apertura dell'incontro pubblico che si è tenuto sabato mattina 20 gennaio nella sala consiliare della provincia di Oristano.

L'incontro è stato organizzato dal Comitato per la tutela della Salute, Adiconsum, WWF e Italia Nostra Sardegna. L'obiettivo è quello di unire tutti gli oppositori per portare nelle sedi competenti il “no” del territorio: «Uniamoci per dire “no”, nel merito e nel metodo. Serve una sollevazione popolare» ha detto nell’introduzione il segretario dell’Adiconsum Giorgio Vargiu. I primi passaggi di questa mobilitazione arriveranno con la raccolta di adesioni un appello alla Regione per non concedere l'autorizzazione unica al progetto, aperto alle firme di enti, associazioni, comitati, partiti e organizzazioni del territorio; l'obiettivo è quello di far convergere tutti questi enti in sostegno all'eventuale ricorso al Tar che verrà presentato dai due comuni interessati, Oristano e Palmas Arborea.

Proprio sul ricorso però sono stati esposti alcuni dubbi, con il sindaco Lutzu che ha fatto notare come è impraticabile per il Comune capoluogo un ricorso contro se stesso. Da Lutzu parole di critica, nei confronti della precedente amministrazione, per la scelta di non far passare il progetto al vaglio del Consiglio Comunale: «Il passaggio in Consiglio per la variante urbanistica si poteva e si doveva fare, spero che venga previsto nell'Autorizzazione Unica che, a quanto ho capito, la Regione è intenzionata a concedere».

Oltre a Guido Tendas, accusato di esser venuto meno all'impegno politico del Consiglio Comunale che gli chiedeva di opporsi al progetto in ogni sede, l'altro bersaglio polemico della maggior parte degli interventi è stata la

giunta regionale: «In materia di termodinamico le scelte della Regione sono contraddittorie – ha detto Antonello Garau – perché hanno chiesto con insistenza al governo di fermare i progetti di Gonnosfanadiga e di Decimoputzu, mentre hanno approvato San Quirico?».(d.p.)
 

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