Strada del lago chiusa Non ci sono i fondi per riparare le buche

Tadasuni, un cartello vieta il transito lungo la Provinciale 74 Gli automobilisti costretti a percorrerla a loro rischio

TADASUNI. Da strada panoramica a percorso a ostacoli. E da alcuni giorni anche off-limits. La provinciale 74 che collega Tadasuni alle porte del Barigadu e al bivio per il novenario ghilarzese di San Serafino è una sequenza interminabile di dossi, avvallamenti e fenditure longitudinali che in alcuni punti tagliano letteralmente in due la carreggiata rappresentando un rischio per l’incolumità degli automobilisti e per l’integrità dei veicoli.

La logica vorrebbe che chi di dovere intervenisse per ripristinare quantomeno le condizioni di sicurezza, ma quando all’ente preposto alla manutenzione della viabilità, ossia la Provincia, rimangono solo le competenze e non vengono assegnate le coperture finanziarie, allora la logica cede il passo a soluzioni alternative che vanno a discapito degli utenti della strada.

Da qualche giorno campeggia un cartello che vieta l’accesso e il transito ai veicoli lungo la provinciale numero 74, un lungo serpentone a due corsie a doppio senso di marcia immerso in una natura lussureggiante, che si congiunge al viadotto di Santa Chiara, all’altezza del bivio per Ula Tirso e Busachi. I turisti e i visitatori tentati di imboccare la panoramica sull’ Omodeo sono costretti a desistere.

Ma c’è chi quel tragitto lo deve fare per forza, e per raggiungere le aziende agricole e i terreni di proprietà è costretto a fare lo slalom tra buche, voragini e crepe e a procedere a passo di lumaca al fine di non compromettere sospensioni e pneumatici. Le sole alternative sono quindi di rispettare il divieto o di infrangerlo a proprio rischio e pericolo.

Rendere nuovamente efficiente e sicura l’infrastruttura non è contemplato nel piano viabilità della Provincia e soprattutto dai suoi magri bilanci, lasciati a secco dallo Stato. Che finisce nel mirino di chi la parabola degli enti intermedi l’ha seguita da vicino. «La Provincia di Oristano ha dovuto fare questa scelta per tutelarsi, poiché non è in grado di investire un euro per mettere quell’ importante strada in sicurezza. Eppure i sardi versano ancora milioni di euro di tasse automobilistiche allo Stato, che le ha “rubate” proprio alle Province per destinarle ad altri scopi», commenta l’ex assessore provinciale Serafino
Corrias, che chiosa con una provocazione. «Mi chiedo se uno Stato che non sa garantire neppure i servizi essenziali ai cittadini può ancora essere chiamato tale». Intanto le buche restano, e chi percorre quella strada lo fa a suo rischio e pericolo.

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