La città sta dalla parte dei cavalieri

Niente pariglie: per capocorsa, gremi, Fondazione e Comune il «danno è enorme». Critiche alla gestione della sicurezza

ORISTANO. Da ieri pomeriggio, com’è ovvio, in città non si parla d’altro: lo sciopero dei cavalieri alle pariglie viene vissuto come una brutta figura per l’intera città. E gli oristanesi vanno a caccia del colpevole. Molti stanno con i cavalieri, ma c’è anche chi li critica. Chi non ha dubbi è il Componidori, Antonio Giandolfi: «Mi ha rovinato la festa», dice riferendosi al questore. «Mi ha impedito con le sue decisioni e i suoi interventi nel recinto dei cavalieri di poter svolgere il mio ruolo. I controlli antidoping hanno fatto ritardare più volte le discese alla stella e più volte non ho potuto consegnare la spada ai cavalieri perché erano impegnati nelle procedure. Io ho fatto la mia Sartiglia alla grande e così i miei compagni di pariglia, altri l’hanno rovinata». Parole di fuoco su cui il questore Giovanni Aliquò prova a gettare acqua: «Non ho influenzato alcuna decisione. I cavalieri hanno fatto questa scelta quando i controlli si erano conclusi. Preferisco ragionare e valutare nel suo insieme la situazione con calma, ora dico solo che abbiamo fatto quanto previsto dalle norme».

Sono parole che arrivano nel bel mezzo della tormenta che fa registrare anche i tuoni e i fulmini presenti in un comunicato congiunto firmato dall’amministrazione comunale, dalla Fondazione Sa Sartiglia, dai gremi e dall’associazione cavalieri. Proprio gremi e cavalieri avevano iniziato sin da via Mazzini a prendere una posizione netta pubblicamente, mentre si narra di un faccia a faccia tra il sindaco e il questore avvenuto precedentemente che però non ha portato all’esito sperato.

I gremi, quindi. Il presidente dei contadini Mario Perria è lapidario: «Non voglio commentare, ma certo non è colpa dei cavalieri». Il suo vice Corrado Sanna ci va giù più pesante: «Gestione della sicurezza pessima: ha intralciato la giostra senza che ci fosse la necessità di farlo».

In serata arriva il comunicato degli organizzatori: «Il mancato svolgimento della Corsa delle Pariglie è un fatto grave, un danno economico e di immagine di cui paga il conto l’intera città e di cui qualcuno si deve assumere la responsabilità. Ci scusiamo con i tanti spettatori che avrebbero voluto assistere a uno spettacolo che da secoli esalta il buon nome di Oristano, ma ciò che è accaduto oggi non è certo da addebitare alla cattiva volontà degli organizzatori. Decidendo di svolgere i controlli sull’idoneità dei cavalieri durante la Corsa alla Stella si è ostacolato il regolare svolgimento della manifestazione. Si è impedito al capocorsa di adempiere al compito che gli assegnano la tradizione e la storia di questa città. Non si comprende l’urgenza di effettuare i controlli durante la giostra considerando che l’esito si conoscerà solo a manifestazione conclusa. I 28 controlli a campione concordati sono stati eseguiti regolarmente e hanno dato esito negativo. Gli ulteriori 37 controlli voluti dalla Questura sono stati inopportuni e intempestivi e hanno creato intralcio al regolare svolgimento della giostra».

Naturalmente il comunicato non ferma il fiume in piena dei commenti. La consigliera comunale Anna Maria Uras riversa le colpe tutte sul questore: «Sono indignata per come è stata calpestata la tradizione senza che ve ne fosse necessità. Oristano subisce un grave
danno d’immagine ed economico». Ma accuse arrivano anche all’amministrazione. La consigliera 5 Stelle Patrizia Cadau e la consigliera Pd Maria Obinu lamentano l’incapacità da parte del Comune di garantire la giusta mediazione e garantire lo svolgimento della giostra. E domani si replica.

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