via diego contini 

Mosaici sulla storia urbana: il privato abbellisce la città

ORISTANO . La storia della città riprende vita e si colora di nuove luci nei mosaici che l'architetto Antonio Loddo sta installando nel restaurare le mura in fango che cingono la sua abitazione...

ORISTANO . La storia della città riprende vita e si colora di nuove luci nei mosaici che l'architetto Antonio Loddo sta installando nel restaurare le mura in fango che cingono la sua abitazione affacciata su via Diego Contini, vico Diego Contini e via De Castro. Figure di bisacce, cavalli e buoi tesserate con maestria in un capolavoro tutto sardo che ricorda i ricami della nostra tradizione e rivive alcune scene della quotidianità dell'epoca sabauda oristanese. «La via dove si affaccia la mia abitazione conduce a Palazzo Arcais – spiega l'architetto Antonio Loddo – i mosaici richiamano alla memoria della città il ruolo di questo palazzo, casa di Don Damiano Nurra, verso il quale ci si recava come in un corteo per il pagamento delle imposte. Con le bisacce piene sulle spalle o sul dorso dei cavalli, con i carri trainati dai buoi la processione passava da qui fino ad arrivare al portone del palazzo, alla casa del Marchese d'Arcais e agli uffici, per consegnare presenti o tributi feudali. Sono quasi certo fosse il percorso per entrare in città». I mosaici, realizzati interamente con materiali della provincia di Oristano, sono collocati nell'ambito di un progetto ben più vasto che da quasi trent'anni viene realizzato all'interno della società di restauro “Prgt restauri” di viale Diaz dove l'architetto Loddo ed esperti artigiani locali sotto la sua direzione realizzano delle vere e proprie opere d'arte sarda, dal mosaico, alla ceramica, agli intagli in legno. «È un'attività che ho messo in piedi da tanti anni – prosegue l'architetto, esperto di storia dell'arte e amante della storia della nostra città – e dietro quei mosaici c'è l'amore per la nostra tradizione e l'impegno, la passione, lo studio e il lavoro delle tante persone che lavorano insieme a me. Sono tanti gli obiettivi della società tra cui il recupero delle case in fango e del tessuto della città. Negli ultimi anni ci siamo concentrati sulla valorizzazione e il recupero del materiale lapideo della nostra terra e delle sue capacità espressive». I ricami sardi e la tessitura sono solo alcuni dei temi studiati e ricostruiti attraverso i tasselli di fonoliti e altre pietre provenienti da Fordongianus, Busachi e altre cave della provincia. Spicca l'amore per la tradizione, per la nostra terra e la nostra arte che non passa inosservato e lascia a bocca aperta i passanti di ogni età che si congratulano per la bellezza di questi mosaici che vengono considerati come un regalo per la città e il suo centro storico che sarà completato con l'installazione di altri pannelli lapidei in via Diego Contini e che grazie alla varietà policroma delle pietre sarde raffigureranno ancora una volta splendidi cavalli e buoi
a omaggiare la vita contadina e artigiana del passato contado. «Il nostro obiettivo è anche quello di sensibilizzare le persone riguardo questo tema – conclude Loddo – è importante che ci sia interesse per la nostra storia, per la nostra arte, i nostri materiali e le loro potenzialità».

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