Assalto a casa della ex il pm: condanna a 9 anni

Bauladu, rito abbreviato per il blitz armato compiuto il 1° novembre scorso Sotto processo il precedente compagno della donna: sparò un colpo di pistola

BAULADU. Sparisce dalle imputazioni quella di tentato omicidio. La parte civile la reclama comunque, ma per il pubblico ministero quel colpo di pistola sparato contro il nuovo compagno della sua ex, non è sufficiente a contestare quel reato. Di accuse ce ne sono comunque molte altre, addirittura sette, e sulla base di queste è stata chiesta la condanna a nove anni per Andrea Ortu, l’elettricista di 42 anni di Milis, che il 1 novembre scorso aveva tentato un blitz nella casa di via Casula Montanaru, in cui abitano Marika Meloni e il suo attuale compagno Marco Perria.

Dopo un’indagine lampo condotta dai carabinieri della Compagnia di Oristano e coordinata dal sostituto procuratore Andrea Chelo, è stato chiesto il rito immediato per processare l’autore dell’assalto armato. Il suo difensore Danilo Marras ha a sua volta chiesto e ottenuto che il processo si svolga con il rito abbreviato e così a tempo di record si è già assai vicini alla sentenza di primo grado. Questa arriverà il 1 marzo, ma per il momento è già stato fatto un passo molto importante davanti al giudice per le udienze preliminari Annie Cecile Pinello. Lo stesso pubblico ministero ha infatti sollecitato la condanna a nove anni dopo aver ricostruito la vicenda e messo assieme i reati che sarebbero stati compiuti tutti assieme dall’imputato.

Ad Andrea Ortu vengono contestati prima di tutto la detenzione e il porto di una pistola calibro 7.65. L’aveva con sé, secondo l’accusa, perché voleva far pagare alla sua ex e al suo nuovo compagno la relazione appena instaurata. Conseguentemente, l’aver fatto irruzione nella casa dei due conviventi comporta la contestazione della violazione di domicilio – il fatto che in quel frangente fosse armato è un’ulteriore aggravante –. L’escalation di reati sarebbe poi proseguita nel momento in cui Andrea Ortu puntò l’arma alla testa dell’ex compagna minacciandola di morte. È la stessa sorte che toccò a Mario Perria, contro il quale poi fu anche sparato un colpo di pistola che non andò fortunatamente a bersaglio. Si fermò sul parapetto in cemento della scala attraverso la quale si stava sottraendo al mirino del suo assalitore. Proprio questo dettaglio ha convinto il pubblico ministero a derubricare il reato di tentato omicidio. Gli altri due reati contestati riguardano altrettante fasi concitate di quella giornata: Andrea Ortu è anche accusato di aver afferrato per i capelli Marika Meloni che cercava di andar via di casa costringendola a rientravi e di averla colpita alla testa col calcio della pistola.

La difesa affidata all’avvocato Danilo Marras deve ancora giocare sul tavolo della partita giudiziaria le sue carte. Le hanno invece già mostrate tutte gli avvocati di parte civile, Valerio Martis e Ezio Ullasci che tutelano Marika Meloni e il figlioletto, e l’avvocato Maddalena Bonsignore che invece assiste Mario Perria. Dal legale è arrivata
la richiesta esplicita rivolta al giudice di riconsiderare il capo d’imputazione: per la parte civile ci sono tutti gli estremi perché all’imputato venga contestato il reato di tentato omicidio. Se dovesse acadere ciò la pena, in caso di condanna, schizzerebbe verso l’alto di parecchio.

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