Contributi per il randagismo, attacco all’Ats

Terralba, esclusa l’Associazione per la tutela degli animali che accusa l’Azienda unica

TERRALBA. L’Antas contro l’Azienda Tutela Salute. La sfida è aperta e potrebbe addirittura finire in tribunale se non dovessero esserci novità o per lo meno risposte che facciano ricredere l’Associazione per la tutela degli animali della bontà di quanto avvenuto a ottobre con l’assegnazione dei contributi per la sterilizzazione dei cani di proprietà. La sezione terralbese infatti è stata relegata in un angolo e non riesce a trovare spiegazioni valide a tale esclusione.

Il bando dell’Atz regionale infatti metteva a disposizione delle associazioni di volontariato che operano nel settore della tutela degli animali ben 200mila euro. L’assegnazione dei contributi a ciascuna associazione doveva avvenire attraverso la classica procedura a sportello sino all’esaurimento delle somme a disposizione. L’unico limite era legato alla cifra massima che poteva essere assegnata a ciascun richiedente: non si potevano superare i cinquemila euro.

L’Antas terralbese partecipa puntualissima al bando. Il 9 ottobre appena viene aperta la possibilità di accedere al sistema per richiedere i contributi invia la domanda tramite posta elettronica certificata, secondo quanto previsto dal protocollo. Ovviamente l’Antas aveva tutti i requisiti per partecipare e, sebbene il contributo non fosse altissimo, avrebbe soddisfatto per lo meno una parte delle esigenze del territorio a partire da quella della sterilizzazione delle cagne padronali con la precedenza da dare a quelle per la custodia delle greggi.

Sarebbe stato un segno concreto per contrastare il mai positivo fenomeno del randagismo e infatti proprio per questo motivo l’Azienda Tutela della Salute, la vecchia Asl insomma, aveva predisposto il bando e stanziato i 200mila euro. È accaduto invece che quasi per caso l’associazione presieduta da Anna Rita Deiana abbia scoperto di non essere nell’elenco dei beneficiari del contributo «nonostante la tempestività nella presentazione della domanda, e di non essere più in grado di impugnare tale esclusione per scadenza dei termini. Il progetto ha per il nostro territorio un’enorme importanza, ci abbiamo creduto e abbiamo partecipato al corso di aggiornamento effettuato dai servizi veterinari». Tutto è così finito in mano all’avvocato Giuseppe Murano chiamato a ricorrere contro gli uffici dell’Azienda Tutela Salute.

«Riteniamo vi sia un palese vizio di forma nel bando – spiega Anna Rita
Deiana –, tale da indurre in errore i soggetti interessati, di riscontrare un conflitto di interessi in alcuni soggetti beneficiari del contributo, di aver subito un danno e averci precluso la possibilità di ricorrere a tale esclusione della quale non conosciamo il motivo». (e.c.)

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