Bosa, residuato bellico fatto brillare a Turas

La granata, della Prima guerra mondiale, trovata in una abitazione privata All’opera gli esperti del Quinto Genio Guastatori dell’Esercito di Macomer 

BOSA. È stato fatto brillare in sicurezza, nella cava dismessa di Turas, l’ordigno rinvenuto casualmente sabato sera in una casa di via Efisio Cugia a Bosa. L’operazione di rimozione dall’appartamento al primo piano di una delle palazzine che si affacciano sulla storica via in acciottolato che interseca il Corso, è iniziata alle dieci con il trasporto via dal centro urbano del residuato bellico. Una colonna di mezzi di Carabinieri, Esercito, Vigili Urbani e Comitato della Croce Rossa si è diretta prima a Bosa Marina e quindi a Turas dove, chiusa per qualche minuto la strada e fatto allontanare tutti, gli artificieri del Quinto Genio Guastatori di Macomer hanno fatto saltare il congegno. «Si tratta di una granata calibro 47 spolettata e non sparata, che risale verosimilmente alla prima guerra mondiale. L’ordigno è stato ritrovato sabato sera da uno degli eredi dei proprietari, mentre stava sistemando dei libri», spiega il sindaco Luigi Mastino, subito avvisato del ritrovamento.

«Insieme al maresciallo maggiore Luca Gabelloni, vice comandante della stazione Carabinieri di Bosa, abbiamo effettuato un sopralluogo, e ci siamo resi conto della pericolosità della granata», racconta il sindaco. Immediatamente è stata avvisata la Prefettura di Nuoro ed il comandante della Compagnia Carabinieri di Macomer, capitano Giuseppe Pischedda, che ha richiesto l’intervento degli artificieri dell’Esercito. Ieri mattina, dopo che l’appartamento è rimasto sigillato e una pattuglia di Carabinieri ha vegliato notte e giorno di fronte all’abitazione, l’arrivo degli uomini del Quinto Genio di Macomer. Il personale dell’Esercito ha riposto l’ordigno in una cassettina blindata, quindi la colonna di automezzi si è diretta a lampeggianti accesi verso Turas, dove la strada che mette in collegamento Bosa e la Planargia è stata temporaneamente chiusa. L’ordigno è stato fatto brillare intorno alle undici nelle cava ormai dismessa che si affaccia sulla baia e la spiaggia, sotto un diluvio d’acqua nel pieno di un temporale.

Una volta chiuse le operazioni di brillamento la strada è stata riaperta e l’area della cava bonificata dagli eventuali residui, davanti ad una piccola folla di automobilisti e curiosi che si è trattenuta per assistere alla scena.

«Le operazioni
sono state coordinate dal capitano Giuseppe Pischedda, l’amministrazione ha messo a disposizione i Vigili Urbani e convocato la Protezione Civil con i volontari del Comitato della Croce Rossa intervenuti con automedica e due ambulanze», conclude il sindaco di Bosa Luigi Mastino.

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