Si contratta sulla riqualificazione

Degrado, accuse al Comune. C’è chi “accetta” i disagiati a patto che si intervenga

ORISTANO. Corea, così viene chiamato dagli anni Cinquanta il quartiere della periferia sud-orientale di Oristano che sta tra le ultime propaggini di Su Brugu e la zona di Cuccur'e Portu. Il termine è presente nel vocabolario italiano proprio per indicare i quartieri periferici, squallidi e sovrappopolati. Certamente le condizioni di vita sono cambiate molto negli ultimi decenni e il nome è rimasto, decontestualizzato rispetto agli originari riferimenti. Molti residenti, però, continuano a lamentare lo scarso interesse del Comune e dei suoi uffici per quell'area periferica ed è difficile dargli torto.

Uno dei problemi più pressanti è proprio via Laconi, via d'accesso non ufficiale a Oristano, che – attraverso una strada sterrata – connette il capoluogo a Santa Giusta e Palmas Arborea, passado per la borgata di Corte Baccas. La strada è altamente trafficata e i veicoli spesso non si adeguano al limite di velocità di 50 km/h: «Abbiamo chiesto dissuasori, rallentatori e autovelox, ma nessuno ha mai fatto nulla» lamentano i residenti che partecipano all'incontro con il sindaco Lutzu sulla questione delle casette per le emergenze abitative.

Altri problemi riguardano un canale del demanio, che scorre tra via La Maddalena e via Isili, rattoppato con dei lastroni e che non dà sufficienti garanzie di sicurezza per i bambini e gli animali domestici così come il parchetto, sempre fra le due vie, lasciato in balia delle erbacce e privo di strutture. Strade piene di buche e assenza di parcheggi regolari si sommano a questa situazione critica, ma che «non è certo unica a Oristano», ricorda l'assessora all'urbanistica Federica Pinna.

Nessun ghetto quindi, ma sicuramente un quartiere che non compare spesso al primo posto nelle liste dei progetti di riqualificazione intrapresi dalle varie amministrazioni comunali e con una connotazione essenzialmente residenziale. Proprio su questo però puntavano le repliche di Lutzu agli oppositori delle casette: «Ma questa situazione cosa c'entra con quel progetto?».

Ed a quel punto il fronte degli oppositori non è rimasto compattissimo, con una parte
disposta ad accettare l'intervento solo in concomitanza con una riqualificazione del quartiere, qualche singolo che spiegava come il problema fossero le famiglie Rom e senza il loro coinvolgimento se ne potesse parlare e altri che sono rimasti fermi sul no, perentorio ed irremovibile.

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