LO STOP 

La Conferenza dei servizi si ferma: chieste integrazioni

ORISTANO. Si ferma tutto. Prima ancora che la notizia dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Cagliari sul termodinamico a San Quirico diventasse di dominio pubblico, si blocca la Conferenza...

ORISTANO. Si ferma tutto. Prima ancora che la notizia dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Cagliari sul termodinamico a San Quirico diventasse di dominio pubblico, si blocca la Conferenza dei servizi, convocata ieri a Cagliari e preludio al rilascio dell’Autorizzazione unica per l’impianto della Solar Power. A imporre lo stop alla procedura è stata la mancanza dell’adeguamento alle prescrizioni richieste alla San Qurico Solar Power srl di Bolzano da parte del Servizio energia e economia verde dell’assessorato regionale all’Ambiente. Lo stesso servizio che aveva dato parere positivo alla Via, la valutazione d’impatto ambientale, a metà del 2016 e che in quella sede aveva indicato le prescrizioni alle quali non è stato dato riscontro. Alla Via è seguito, nel novembre scorso, il decreto firmato dal presidente della giunta regionale Pigliaru.

«Avevamo ragione a chiedere che l’iter si fermasse», sottolinea il sindaco di Oristano Andrea Lutzu. Con lui, analoga richiesta l’avevano inoltrata il comune di Palmas Arborea e il Comitato per la salute e la qualità della vita di San Quirico e Tiria. Un diniego motivato dalla Regione per evitare la decadenza del procedimento. Quanto all’inchiesta della Procura, Lutzu, sottolinea: «Non mi fa affatto piacere che questa vicenda possa essere approdata in quella sede. Noi perseguiamo i canali del confronto e dell’opposizione motivata».

Non c’è soltanto il mancato adeguamento alle prescrizioni. La Solar Power ha presentato una richiesta di aumento della potenza dell’impianto: da 10,8 a 12 megawatt. Modifiche sostanziali che impongono integrazioni alla documentazione.

Ci sono poi altre questioni. Intanto il dettaglio della variante alla destinazione urbanistica della aree, ora agricole, in cui dovrebbe sorgere l’impianto. È inglobata dall’Autorizzazione unica o dovrà deliberare il Consiglio comunale? La procedura è nuova anche per la Regione, gli uffici dovranno chiarire l’aspetto. Finora ha prevalso l’idea che il Comune non dovesse intervenire.

La battuta d’arresto – così come l’inchiesta – non sembra scalfire l’aplomb di Hans Peter Hochkofler, amministratore della Solar Power: «La Conferenza si è svolta con grande professionalità. In Sardegna la mole delle richieste fatte per queste procedure è quattro volte superiore al resto dell’Italia. Ma è un segno di serietà, non ce ne lamentiamo. La integrazioni documentali non ci allarmano, le produrremo. Se non lo abbiamo fatto finora è anche inconsiderazione dei tempi intercorsi dalla Via alla firma del decreto di Pigliaru: un anno. Nel frattempo è cambiata la normativa, ma ci adegueremo». La data della nuova Conferenza è da stabilirsi.

Presenti ma silenti i componenti del Comitato per la salute Antonello Garau: «Nemmeno la Solar Power ha le idee chiare. A suo tempo aveva chiesto a Terna l’autorizzazione per 15megawatt, ha presentato la domanda per 10,8, poi oggi parla di 12. Domani (oggi per chi legge) avremo modo di parlare durante l’audizione in Commissione ambiente». Una delle ragioni per le quali veniva chiesto il rinvio è proprio l’audizione convocata per oggi alle 16 dalla Commissione ambiente del Consiglio regionale: ci saranno anche i sindaci di Palmas e Oristano. L’assessore comunale all’Ambiente di Palmas, Giuliano Corrias: «Ribadiremo la nostra contrarietà all’impianto. I fumi e le polveri sottili finirebbero sugli abitanti di Tiria». E Sandro Dessì, titolare di un agriturismo a Tiria,
rimarca una preoccupazione: «Ho investito e ottenuto premialità per il fatto di essere lontano da impianti industriali e di aver costruito in un terreno agricolo. Chi mi risarcirà da eventuali declassificazioni e perdita di lavoro, se si farà l’impianto?». Per ora non ci sono risposte.

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