Centrali alla Regione, sindaci soddisfatti

Per gli amministratori avere un interlocutore locale aiuterà nella ricerca di fondi aggiuntivi per progetti di sviluppo

BUSACHI. La cessione alla Regione delle centrali idroelettriche del Barigadu riaccende le speranze di ricadute positive per il territorio a monte degli sbarramenti artificiali, indipendentemente dal fatto che siano dirette o a titolo compensativo.

Gli amministratori della zona plaudono la giunta regionale per il risultato incassato con la firma della transazione che definisce il passaggio di proprietà al termine di un lungo contenzioso con l'Enel.

Non tutti intravedono in questa conquista dei risvolti immediati e tantomeno certi per le aree che orbitano attorno agli invasi Eleonora d'Arborea e Pranu Antoni, ma è opinione comune che la titolarità della Regione sugli impianti di produzione di energia sia un bene in termini assoluti.

«Credo sia presto per dire se questo passaggio comporterà vantaggi diretti per i nostri paesi ma spero che si realizzi ciò che la Regione si aspetta da questo risultato, che produca effetti positivi sia sul nostro territorio sia nel resto dell'isola, magari attraverso sgravi sui costi relativi ai consumi energetici», ha auspicato il sindaco di Fordongianus Serafino Pischedda.

Per il collega di Busachi il successo della transazione determinerà una svolta.

«Con l'accordo raggiunto è stata fatta finalmente chiarezza circa la proprietà delle centrali idroelettriche e da qui ripartiremo per confrontarci con Regione ed Enas sulle vertenze aperte con l'Enel e con il Consorzio di Bonifica», ha dichiarato Giovanni Orrù.

Tra alcuni Comuni del Barigadu e del Guilcer e l'azienda elettrica è infatti in corso un contenzioso per ottenere il versamento dei tributi Ici e Imu, mentre le rivendicazioni nei confronti del consorzio sono passate per via istituzionale.

«Davanti alle commissioni tributarie e in tribunale l'Enel sosteneva di non essere proprietaria degli impianti, mentre lo era di fronte all’Enas. Posizione analoga ha assunto il Consorzio di Bonifica di Oristano affermando di non avere competenze sull'invaso di fronte alla richiesta di corrispondere il sovracanone elettrico dovuto a titolo compensativo agli enti locali interessati dagli espropri. Bene, ora abbiamo un interlocutore certo» rileva Giovanni Orrù.

Non sarà l'unica partita da giocare, in ballo c'è anche la questione “acqua”.

«Sarebbe utopico e antieconomico pensare di sfruttare la risorsa idrica dell'invaso con sistemi di pompaggio per territori posti a 400 metri più in alto – spiega Orrù – invece si possono percorrere strade alternative come stiamo facendo a livello di Unione dei Comuni, e cioè chiedere alla Regione lo stanziamento di risorse straordinarie per recuperare le acque sorgive, per fare pozzi artesiani e laghetti collinari».

«È una conquista importante per l'intera Sardegna» ha commentato il sindaco di Sedilo Salvatore Pes, dubbioso,
però, sulle ricadute dirette per il paese.

«Non credo ce ne saranno, ma il solo fatto che la Regione e l'Enas saranno i soli interlocutori rende agevole qualunque interlocuzione, come quella che il nostro Comune sta avviando per promuovere il contratto di lago».



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