I fondi sono bloccati e ai centri storici manca l’ossigeno

Il Psd’Az: «Si attende l’arrivo di un milione e 200mila euro» Coinvolti Bosa, Tresnuraghes, Scano Montiferro e Cuglieri

BOSA. La legge è operativa, i fondi ci sono, ma gli interventi non partono perché i soldi concesse non vengono accreditate agli enti locali. Tra questi ci sono quattro comuni della Planargia e del Montiferru. Dalla sezione del Psd’Az parte quindi un invito a sollecitare l’amministrazione regionale affinché accrediti le somme concesse per gli interventi di recupero nei centri storici. In un lungo documento, i sardisti vanno contro le dichiarazioni della Regione sull’utilizzo di risorse nei territori e sulla necessità di tutelare identità e specificità dell’isola. «Esistono episodi e comportamenti che, purtroppo, si pongono in totale dissonanza da queste buone intenzioni di governo della Sardegna», dicono i responsabili del partito dei Quattro Mori. Il riferimento è alla programmazione e alla conseguente spesa dei fondi della Legge 29 che doveva servire proprio per risollevare le sorti dei centri storici. A settembre del 2015 era stato anche pubblicato un bando che prevedeva la possibilità di finanziare sia gli interventi dei privati cittadini, finalizzati al recupero di edifici, che gli interventi infrastrutturali previsti dai Comuni per migliorare la qualità della vita nelle parti più antiche del loro territorio.

Per la provincia di Oristano la graduatoria venne pubblicata il 2 novembre 2017 con la Planargia e il Montiferru che ottennero la quota più alta di finanziamenti in provincia. Bosa, Tresnuraghes, Scano Montiferro e Cuglieri portarono a casa quasi un milione e 200mila euro con oltre la metà destinata agli interventi dei privati e, quindi, «alla possibilità di recuperare il patrimonio storico e di avviare lavori utili a tamponare le varie situazioni di crisi economica del settore edile».

Questa somma diventa moltiplicatore di risorse. Secondo i conti del Psd’Az «dovrebbero essere attivate spese per oltre 2 milioni 700mila euro, comprensivi del contributo regionale, degli investimenti diretti dei Comuni e di quelli dei privati. Oggi, ad oltre cinque mesi da quella determina, la Regione non ha ancora proceduto a dare esecutività al trasferimento delle somme con l’evidente risultato di veder impoverire il potere di spesa dei privati e di bloccare la capacità di recupero del patrimonio edilizio di importanza storico architettonica». I sardisti invitano quindi le amministrazioni di Bosa, Tresnuraghes, Scano e Cuglieri a «Sollecitare un’azione comune verso la Regione, configurabile anche in una comune delibera dei consigli comunali, affinché si sblocchi in tempi brevissimi l’accreditamento dei fondi». Vengono quindi chiamati
in causa anche il nuovo parlamentare Christian Solinas e il gruppo Psd’Az in consiglio regionale, con la richiesta di «Mettere in campo tutto il loro peso per il raggiungimento di questo obiettivo e chiedere quali siano state le ragioni di tanto ritardo nella spesa di fondi pubblici».

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