Sedilo verso l’Ardia: «Qui non servono controlli antidoping»

Il sindaco Pes: «Evento religioso, partecipazione volontaria». E per la sicurezza si pensa di demolire l’ex bar Tandeddu

SEDILO. La macchina dell’Ardia è già in moto: si pensa alla sicurezza, con l’ipotesi di interventi strutturali come la demolizione dell’ex bar Tandeddu. I capisaldi del sistema di sicurezza rimangono le barriere umane formate dal servizio d'ordine nei punti più pericolosi del percorso, i controlli veterinari, l'elenco dei cavalli idonei e dei relativi proprietari e gli esami a campione per rilevare il tasso alcolemico. Finché non si pronuncerà la questura rimane invece un'incognita il test antidoping, eseguito senza problemi a Santu Lussurgiu in occasione della Carrela e diventato il casus belli della rivolta alla Sartiglia.

I due precedenti non fanno certo pensare ad alcuna esenzione per Sedilo, ma il nodo sarà sciolto solo nei vertici operativi con le autorità di pubblica sicurezza. Tuttavia sulla questione il rappresentante del Comune ha già preso posizione. «Ritengo sia impensabile applicare all'Ardia le regole dell'antidoping», dichiara Salvatore Pes. «Si tratta di un evento a carattere religioso e a partecipazione volontaria e il test antidroga non è una misura attinente a questo tipo di manifestazioni. Sarebbe giusto che anche la politica regionale iniziasse a occuparsi di queste tematiche per dare serenità alle comunità interessate dal problema. L'organizzazione di eventi di questa portata sta diventando ingestibile, soprattutto dopo la circolare Gabrielli e quelle emesse successivamente».

Torna invece in auge l'idea di demolire l’ex bar Tandeddu, l’edificio costruito nella seconda metà del secolo scorso accanto al santuario di San Costantino e ampliato nei primi anni Duemila con l'obiettivo di trasformarlo nel museo dell'Ardia. L'immobile fu ristrutturato e sollevato di un piano, ma di fatto non furono mai attuate le finalità del progetto, che successivamente fu superato da un più ampio piano di riqualificazione architettonica e paesaggistica dell'anfiteatro. Quel programma è stato ripreso dall'amministrazione comunale, che ne ha recuperato quasi integralmente l’impianto originario nella speranza di accedere ai fondi stanziati dalla Regione con il bando sui programmi di riordino urbano.

La bozza sarà sottoposta al giudizio preliminare del consiglio comunale, convocato per domani, e in un secondo tempo sarà condivisa con i reidenti. «Parliamo di un sito caro a tutti i sedilesi, per cui se l'intervento sarà finanziato apriremo un confronto con la popolazione», annuncia il sindaco Salvatore Pes. La giunta ha salvato in toto l'idea originaria di abbattere l'immobile vicino alla chiesa e di realizzare un seminterrato con l'unico lato in vista chiuso da un'enorme vetrata affacciata sul lago Omodeo.

«Risulterebbe più oneroso mettere in sicurezza lo stabile che demolirlo e costruire un sottopiano», sostiene il primo cittadino. Anche con una veste rinnovata la struttura tornerebbe a funzionare come punto di ristoro, mentre il confronto con la comunità s'incentrerà sulla tipologia degli interventi. La lista include il rifacimento dei sistemi idrico, fognario e d'illuminazione, la riqualificazione della viabilità d'accesso e la creazione di un'area di stazionamento
per il pubblico parallela a Su Frontigheddu. La soluzione riporterebbe gli spettatori a S'Olia, un'area interdetta per ragioni di sicurezza. «L'idea è di fare una sorta di terrapieno ma senza invadere il piano stradale, in modo da assistere alla corsa senza rischi», chiarisce Pes.

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