Aggredì l’ex e il compagno condannato a cinque anni

L’assalto armato avvenne il 1° novembre scorso in una casa di Bauladu Un elettricista di Milis aveva sparato un colpo di pistola senza colpire il bersaglio

BAULADU. C’è la condanna a cinque anni, ma quel che manca è la pistola che a quella condanna ha portato. Il giudice per le udienze preliminari Annie Cecile Pinello, di fronte alla quale si stava svolgendo il rito abbreviato, ha stabilito la pena per Andrea Ortu, l’elettricista di 42 anni di Milis protagonista di un assalto armato alla casa dell’ex moglie e del suo nuovo compagno. Era successo il 1° novembre 2017 in via Casula Montanaru a Bauladu. Lì abitano Marika Meloni e Marco Perria e lì arrivò l’imputato. Con sé aveva tanta rabbia per il rapporto sentimentale concluso e una pistola calibro 7.65 con cui fece fuoco, fortunatamente senza centrare il bersaglio.

I reati che gli venivano contestati erano diversi, ma tra quelli indicati dal pubblico ministero Andrea Chelo non c’era quello inizialmente ipotizzato dai carabinieri intervenuti per fermare la fuga di Andrea Ortu ovvero l’imputazione di tentato omicidio. L’elenco era dei reati comunque nutrito a cominciare dal porto illegale dell’arma per proseguire con le tentate lesioni frutto proprio del colpo di pistola che andò a centrare il parapetto della scala dietro il quale si era nascosto Marco Perria che cercava così di sfuggire alla furia dell’aggressore. E ancora venivano contestate le minacce, di morte, rivolte a Marika Meloni e al suo convivente e di lesioni perché prima di andar via Andrea Ortu afferrò per i capelli l’ex compagna colpendola poi in testa con il calcio della pistola.

Nella precedente udienza, di fronte a questo quadro, il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a nove anni, mentre ieri è stata la volta dell’avvocato difensore Pier Luigi Meloni che invece ha sollecitato una pena molto più mite ribadendo come da parte di Andrea Ortu ci sia stato immediato ravvedimento, tanto che quando fu arrestato si trovava nei pressi dello studio del suo avvocato, segnale che aveva già deciso di costituirsi. Probabilmente è questo il motivo per cui il giudice ha ritenuto congrua la pena di cinque anni che, al momento non consente ad Andrea Ortu di lasciare il carcere. L’avvocato ha chiesto la revoca della misura, il giudice scioglierà la riserva nei prossimi giorni. Certo è che rimane come una macchia la questione della pistola usata per l’assalto e mai fatta ritrovare. È una preoccupazione
in più per i due compagni che al processo si sono costituiti parte civile assistiti dagli avvocati Maddalena Bonsignore che tutela Mario Perria, e Valerio Martis ed Ezio Ullasci che assistono Marika Meloni e il figlio. Alla causa civile è rimandata la questione del risarcimento.

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