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Incidente a Sant’Antonio il Comune ora risparmia

NORBELLO. Il finale è ancora tutto da scrivere, ma nel dubbio di ciò che lo attende nel primo grado di giudizio della causa civile legata all’incidente di sa tuva di quindici anni fa, il Comune cerca...

NORBELLO. Il finale è ancora tutto da scrivere, ma nel dubbio di ciò che lo attende nel primo grado di giudizio della causa civile legata all’incidente di sa tuva di quindici anni fa, il Comune cerca di premunirsi contro un’eventuale condanna di risarcimento mettendo da parte tutto ciò che è possibile risparmiare senza incidere sulle finanze destinate a opere e servizi. La festa allora finì tragicamente, con un tronco che precipitò su una ragazza che assisteva al rito del fuoco in onore di Sant’Antonio, la quale perse una gamba e il bimbo che portava in grembo. Negli ultimi tre anni l’amministrazione norbellese ha accantonato 25mila euro in un fondo dedicato alle liti pendenti, ma difficilmente le risorse che riuscirà a mettere da parte con questo sistema saranno sufficienti a coprire la spesa milionaria che sarebbe chiamata a sostenere in caso di condanna.

Per questa ragione la giunta ha assunto una decisione che, se da un lato comporterà qualche rinuncia, dall’altro permetterebbe all’ente locale di limitare il danno erariale derivante da un ipotetico debito fuori bilancio di oltre due milioni di euro. L’iniziativa adottata dall'esecutivo ha comportato infatti la rinuncia alla richiesta degli spazi finanziari previsti dal Patto di solidarietà nazionale verticale. Fare a meno di quella concessione significherà rinunciare a nuovi investimenti, ma nell’ipotesi di una sentenza sfavorevole al Comune questo sarebbe il minore dei mali.

La decisione è stata ratificata con un atto di delibera. La strada percorsa dall’amministrazione permetterà di risparmiare in un colpo solo quasi 160mila euro, l’equivalente cioè dell’avanzo di amministrazione libero maturato alla fine del 2017. Una scelta dettata dalla prudenza. «È una possibilità che la Regione concede agli enti locali per metterli nelle condizioni di fronteggiare eventuali sentenze di condanna. In questo caso si tratta di una misura preventiva, ancora non c’è un pronunciamento ma l’ente sta seguendo questa linea in via precauzionale», spiega il sindaco Matteo Manca.

La controversia tra il Comune e la vittima, che subì gravi danni permanenti nell’incidente accaduto quindici anni fa durante i festeggiamenti di Sant’Antonio, si era aperta dopo il procedimento penale nei confronti di alcuni esponenti della leva dei diciottenni, considerati organizzatori della festa. In appello i ragazzi furono sollevati da qualsiasi responsabilità e tempo dopo si aprì il dibattimento in sede civile al tribunale di Cagliari, che non ha ancora emesso un primo
verdetto. Secondo la strategia difensiva adottata ormai otto anni fa, il Comune non avrebbe avuto responsabilità nell'incidente ma, nell'eventualità che queste fossero accertate, sarebbero da imputare allo Stato in virtù del fatto che un sindaco agisce in qualità di ufficiale di Governo.

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