Ospedale senza personale La protesta cresce ancora

Dopo la Cisl anche il Cimo evidenzia le carenze nell’organico del San Martino Il manager Mariano Meloni: «Abbiamo difficoltà a reperire medici e infermieri»

ORISTANO. Le proteste dei sindacati si susseguono. La Assl chiede scusa e pazienza ai medici, agli infermieri, agli operatori socio sanitari e ai pazienti, ma si ritrova con le mani legate. Il manager Mariano Meloni chiarisce che le responsabilità non vanno ricercate a Oristano nell’inerzia dei vertici dirigenziali bensì nella difficoltà a reperire il personale. Via dalla testa quindi qualsiasi ipotesi di problemi legati all’inchiesta ancora in corso, il vero guaio è l’assenza di persone ovviamente qualificate a cui aprire le porte dell’ospedale San Martino.

Una dietro l’altra, tra ieri e venerdì, sono arrivate le prese di posizione della Cisl e della Cimo. Entrambi i sindacati hanno descritto un quadro della situazione assai preoccupante di cui a far le spese sono i pazienti. Alla riunione del Cimo, durante la quale è stato eletto alla carica di segretario provinciale il dottor Giampiero Sulis, e a quella della Cisl è stata fatta la radiografia a tutti reparti e il referto medico è assai preoccupante. Al Pronto soccorso, come evidenzia il Cimo, mancano tre medici e dal lunedì al venerdì in servizio durante la notte c’è solo un medico. Anche in chirurgia, al di là della coincidenza di assenze di infermieri di due settimane fa quando erano stati rinviati gli interventi già programmati, tre medici non sono stati sostituiti. C’è poi il discorso dei precari mai stabilizzati che riguarda l’intero ospedale e qui si entra nell’ambito delle procedure di assunzione e di mobilità che, secondo il sindacato che ha anche presentato una serie di ricorsi, non sono state gestite correttamente.

Non sono pensieri molto distanti da quelli espressi dalla Cisl nella riunione di venerdì che aveva puntato il dito contro la situazione di continua emergenze legata proprio alla carenza di organico e, a sua volta, sul problema sicurezza visto che l’intero ospedale non è dotato di un posto fisso di polizia, ma a vigilare sono solo le guardie giurate col loro servizio di sorveglianza. E allora che si fa? Il manager, accusato tra l’altro di non accettare incontri coi sindacati, non replica. Anzi Mariano Meloni dà loro pubblicamente ragione: «L’organico non è sufficiente a coprire l’intera attività. Comunicherò questo mio pensiero ai sindacati, ai quali però devo anche dire che i motivi non sono imputabili alla direzione. Andiamo
incontro a una notevole difficoltà a reperire personale soprattutto infermieristico. Poi non dimentichiamoci che è l’Ats a gestire le assunzioni a livello regionale, per cui le procedure si allungano. È nostro interesse risolvere l’emergenza in tempi rapidi. Speriamo di riuscirci».

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