Monumenti aperti tra Milis e Bauladu

Oggi e domani saranno una ventina i siti di pregio storico visitabili nei due centri e a Tramatza

MILIS. Saranno 19 i siti visitabili nei paesi di Milis, Tramatza e Bauladu in occasione della XXII edizione di Monumenti Aperti, in programma oggi e domani. A Milis e Bauladu quest’anno si aggiunge anche Tramatza, che apre ai visitatori i suoi splendidi gioielli: Casa Enna (un’antica dimora tipica campidanese), la chiesa di San Giovanni Battista e il ponte romano.

A Milis, nella giornata di domani, l'Associazione Tocoele organizza un’escursione tra il sito di Nuraghe Tronza la Vega, dove sono presenti giardini di agrumi le cui origini risalgono all'epoca medievale, guidata dall'archeologo e ricercatore dell’Università di Sassari Giuseppe Maisola.

Il sindaco Sergio Vacca mette in evidenza l’ospitalità che caratterizza da sempre gli abitanti di Milis e che ha storicamente riguardato tanti illustri personaggi, che hanno frequentato la famiglia dei marchesi Pilo Boyl di Putifigari: dai vari re di Sardegna fino a Gabriele d’Annunzio e Grazia Deledda. Nei tre centri dell’oristanese sono state individuate altrettante chiese romaniche di grande pregio artistico e monumentale: San Paolo a Milis, San Giovanni Battista a Tramatza e San Gregorio Magno a Bauladu. Tre templi cristiani vicini geograficamente ma differenti per le caratteristiche che confermano la ricchezza culturale che ha permeato nei secoli passati il territorio. Bauladu, Milis e Tramatza aderiscono anche a “Gusta la città”, con attività ricettive e di ristorazione aperte nelle giornate di Monumenti Aperti, affinché la partecipazione alla manifestazione sia più godibile con un menù dedicato alla ricerca e al recupero dei piatti tipici della tradizione locale, creato per l’evento. A Bauladu invece, grazie alla volontà dell’amministrazione comunale, saranno 5 i beni culturali visitabili: la Chiesa di San Gregorio Magno (che rappresenta l’apice artistico dell’architettura bauladese con il suo portale sormontato da un rilievo in calcare rappresentante la Vergine col Bambino tra due angeli); la Chiesa San Lorenzo (la più antica presente nel territorio, che al suo interno conserva un altare ligneo probabilmente di arte barocca); la Corte Antonio Atza; il Parco Archeologico Santa Barbara (un sito che mostra molteplici testimonianze della millenaria storia della Sardegna, dove è presente una domo de jana e un nuraghe) e la suggestiva Chiesa di
Santa Vittoria situata in cima ad una collina, cui l’artista Antonio Atza dedicò il suo ultimo quadro. I monumenti saranno visitabili gratuitamente nel pomeriggio di sabato dalle 15 alle 20 e nella giornata di domenica dalle 10 alle 14 e dalle 15 alle 20.

Piero Marongiu

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