Patto per la sicurezza Videosorveglianza nei quartieri a rischio

Protocollo firmato tra il sindaco Lutzu e il prefetto Guetta Prime azioni nelle zone dove si sono verificati decine di furti 

ORISTANO. Torangius, Sacro Cuore, San Nicola ma anche Torregrande. Sono le zone della città dove nei mesi scorsi si è registrata una impennata di furti. Non è un caso quindi che su queste aree si concentrino le azioni previste dal Patto per l’attuazione della sicurezza urbana, firmato ieri dal sindaco Andrea Lutzu e dal prefetto di Oristano Giuseppe Guetta. La misura più importante da attuare è l’installazione e il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza comunali nei quartieri più degradati e a più alto indice di illegalità. E d’altronde, appena qualche settimane fa, il sindaco Lutzu aveva incontrato gli abitanti del quartiere di Torangius – dopo l’ondata di furti – per fare il punto sulla situazione del quartiere. Ne era scaturita una richiesta al ministero dell’Interno di fondi per un efficce sistema di illuminazione pubblica, piuttosto carente.

Il sistema di videosorveglianza, ha sottolineato il sindaco Lutzu, «oggi rappresentano lo strumento di prevenzione più efficace». Il Patto stabilisce che i sistemi integrati di videosorveglianza, debbano rispettare le disposizioni del Garante per il trattamento dei dati personali. Devono poi, questi sistemi, essere valutati dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, per le modalità di impiego e ogni aspetto tecnico operativo, in coerenza con le direttive del ministero dell’Interno.

Ci sarà un gruppo di esperti che farà capo alla Prefettura e sarà composto dalle forze dell’ordine e dalla polizia locale che dovrà monitorare lo stato di attuazione del Patto. Ogni sei mesi infatti è prevista una relazione all’Ufficio per il coordinamento e pianificazione della Forze di polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

A febbraio, a Sassari, i principali comuni sardi e le Prefetture avevano sottoscritto un altro documento che impegnava le istituzioni coinvolte a attuare tutte le iniziative per garantire la sicurezza nelle città. Tra queste misure c’è il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza,
progetti di inclusione sociale, percorsi di ascolto e confronto con i cittadini, o con i cittadini, potenziamento dei sistemi di videosorveglianza, progetti di inclusione sociale, progetti sperimentali di sicurezza. Individuate le azioni, bisognerà ora reperire i fondi per attuarle.

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