Ospedale al collasso, denuncia del Cimo

Il sindacato chiede una commissione d’inchiesta: «Carenze di organico in tutti i reparti e niente assunzioni»

ORISTANO. Non solo in Parlamento. Una commissione d’inchiesta sta per essere aperta anche all’Assl oristanese. A richiederla è il Cimo, il sindacato dei medici ospedalieri, che ancora una volta punta il dito contro una struttura al collasso in cui la carenza di personale sta rischiando di far saltare tantissimi servizi. Così, il giorno dopo le piogge che hanno costretto alla chiusura al San Martino di alcuni servizi imprescindibili come la risonanza magnetica, il sindacato ritorna sul problema più urgente da risolvere: quello dei numeri.

Il consigliere regionale del Cimo, Alessandro Percivalle, affiancato dai colleghi Giampiero Sulis e Filippo Pusceddu, dopo l’ennesimo giro tra i reparti e le consultazioni con gli altri medici ha tirato le somme e si è accorto che i conti non tornano perché da diversi mesi a Oristano si registrano solo partenze e pochi arrivi. L’effetto è quello di allungare le liste d’attesa, ma il rischio ormai non più tanto recondito è che si arrivi alla chiusura sine die di alcuni reparti. Del resto, come già chiarito nelle scorse settimane, al Pronto soccorso mancano tre medici oltre ai medici che devono occuparsi del servizio di Osservazione breve intensiva; altrettanti nel reparto di Dialisi, di Chirurgia, mentre i radiologi mai sostituiti sono addirittura cinque e tre di questi dovrebbero essere operativi nel Dipartimento per le emergenze «presidio di riferimento per la Assl». In Medicina la situazione non è certo migliore e anche gli ospedali periferici hanno le loro belle gatte da pelare con reperibilità diurne che vanno ben oltre quel che dice il contratto. Per non parlare infine di ciò che dovrebbe esserci e invece non c’è mai stato come l’attivazione del servizio di guardia in Ortopedia.

Ecco che dopo le segnalazioni e le richieste d’incontro al direttore Mariano Meloni, arriva la richiesta di intervento dell’Ordine dei medici provinciale con l’apertura di una commissione d’inchiesta.

Da mesi si lavora in quasi tutti i reparti con orari di lavoro che vanno ben oltre il limite consentito. Ne risentono i pazienti, ma inevitabilmente anche i medici che, per alcuni delicatissimi
compiti, hanno bisogno della massima lucidità e freschezza. Intanto però dalla Assl, sottolinea il Cimo, continuano a non arrivare risposte. Da un anno il direttore Mariano Meloni dribbla l’incontro col sindacato dei medici ospedalieri, eppure gli argomenti di cui parlare sono molteplici.

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