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Periferia coi servizi monchi Le preoccupazioni di Bosa

BOSA. Sala gremita e fuoco di fila di domande. Domenico Gallus, consigliere regionale e componente della commissione sanità a Cagliari, difende la Ridefinizione della rete ospedaliera sarda e...

BOSA. Sala gremita e fuoco di fila di domande. Domenico Gallus, consigliere regionale e componente della commissione sanità a Cagliari, difende la Ridefinizione della rete ospedaliera sarda e rilancia sull’impegno per la difesa degli ospedali di Bosa e Ghilarza. Il dibattito, organizzato dal Circolo Aldo Moro, presieduto da Fabio Farina, è stata l’occasione per esaminare il problema degli ospedali periferici. Alla prima parte dell’incontro erano presenti anche il sindaco di Bosa, Luigi Mastino, e l’assessore alla Sanità e ai Servizi sociali, Salvatore Fois. Entrambi hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di dare avvio al più presto al Servizio Dialisi, nella struttura a due passi dall’ospedale Mastino che già ospita il Pronto Soccorso e i reparti di Chirurgia e Medicina, oltre alla base per le emergenze urgenze del 118.

Domenico Gallus ha rimarcato il lavoro svolto in commissione ed in consiglio regionali che ha portato all’elaborazione della nuova legge che disciplina la sanità in Sardegna. Si è soffermato in particolare sulla branca dedicata alla ridefinizione della rete ospedaliera «Dove, questa volta nero su bianco, ci sono delle clausole importanti che mettono al riparo i piccoli ospedali da possibili ridimensionamenti. Anche se siamo in attesa ormai da otto mesi del via libera definitivo da Roma», ha ribadito più volte il consigliere regionale.

«Certo ci sono questioni da chiarire. Abbiamo chiesto ad esempio ulteriori specificazioni sulle prerogative degli ospedali di comunità. L’attenzione degli amministratori locali su questi argomenti non è mai mancata e i problemi vengono affrontati giorno per giorno» sottolinea il sindaco di Bosa. Mentre Domenico Gallus richiama sull’impegno dei consiglieri regionali del territorio, Augusto Cherchi e Alfonso Marras, e della provincia di Oristano. Su Bosa, a parte l’attesa sulla Dialisi – «Ce lo chiede la popolazione e soprattutto i tanti pazienti ancora oggi costretti a spostarsi verso altre località dell’isola» ribadisce Luigi Mastino –, si è approfondito anche sul ruolo di integrazione fra ospedale e servizi territoriali che dovranno svolgere altri due importanti servizi, previsti al Mastino: quello dell’ospedale di comunità e quello della casa della salute.

Numerose
le proposte di riflessione in arrivo dal pubblico, in particolare sulla specialistica in Sardegna, sulla necessità di ridurre i tempi delle liste d’attesa e della realizzazione di una elisuperficie, tanto più che l’ospedale di Bosa è tra quelli all’interno di zone disagiate.

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