Sedilo, cento anni in compagnia: il compleanno di tzia Pietruccia

Un traguardo che Pietruccia Falchi ha tagliato il 1° maggio e che ha condiviso con parenti, familiari e compaesani nella casa di Corrubare

SEDILO. Qualcuno potrebbe definirla una donna tutta d’un pezzo. Un carattere forte e fiero, tanto da farle superare indenne le tribolazioni e le difficoltà che si sono presentate nei suoi primi cento anni di vita. Un traguardo che Pietruccia Falchi ha tagliato il 1° maggio e che ha condiviso con parenti, familiari e compaesani nella casa di Corrubare. Per la sua festa di compleanno la nonnina di Sedilo ha ricevuto il certificato di battesimo originale, scritto in lingua latina, l’estratto di nascita e un bouquet di rose, consegnati dal parroco don Battista Mongili e dal sindaco Salvatore Pes. Accanto alla festeggiata le figlie Imbenia e Cecilia, i quattro nipoti e i due pronipoti.

La gratifica che un’esistenza molto dura ha riservato alla donna minuta ma coriacea e caparbia, capace di sfidare l'autorità del padre per coronare il suo sogno d’amore o di affrontare un’operazione chirurgica salvavita senza anestesia. Solo questi aneddoti basterebbero a tracciare il profilo di Pietruccia Falchi, tuttavia non aiutano a svelare il tratto più straordinario di una figlia “atipica” della società ancora troppo conservatrice e conformista del primo Novecento. Non ancora matura per accogliere nel suo grembo uno spirito ribelle, addirittura un’antesignana delle femministe più convinte qual era la signora Falchi. «È sempre stata una donna lungimirante e di larghe vedute – ha raccontato la figlia Cecilia –. Ha incoraggiato tutti i figli a studiare e a cercare la propria strada perché conquistassero quanto prima l’indipendenza».

Pietruccia Falchi considerava l’istruzione l’unico vero strumento di emancipazione, un insegnamento che ha trasmesso sia con le parole che
con l’esempio. Lei, che dopo un’esistenza piena di fatiche e sacrifici, segnata dalla morte di cinque figli e dell’amato marito Pasquale Mameli, si è tuffata anima e corpo nella lettura spaziando tra i generi più diversi, da Corrado Augias e Roberto Saviano ad autori locali. (mac.)

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