commercio 

I crocieristi disertano la città

Dei turisti sbarcati domenica in centro se ne sono visti pochi

ORISTANO. «Peccato: anche stavolta abbiamo sprecato un’occasione: magari alla prossima faremo meglio». Questo è un parere diffuso tra i commercianti che domenica avevano tenuto sollevate le saracinesche dei negozi, sperando in buoni affari, non solo per via di “Monumenti Aperti”, ma anche per l’arrivo di croceristi francesi sbarcati al porto industriale. Ma di questi ultimi se ne sono visti visti ben pochi a passeggiare per le vie del centro città. Quasi tutti, infatti, sono stati portati in escursione fuori Oristano, a visitare Tharros, il museo dei giganti di Mont’e Prama, ma anche a Barumini. I commercianti del Centro commerciale naturale ci sono rimasti un po’ male. Spiega infatti Rita Taris, una delle componenti del direttivo dell’associazione. «Noi di stranieri in giro per la città ne abbiamo visto ben pochi, quasi sicuramente non erano neppure croceristi. Eppure gli organizzatori dello scalo a Oristano erano a conoscenza del loro arrivo, proprio nel giorno di una manifestazione, Monumenti Aperti, che avrebbe offerto ai visitatori stranieri una occasione davvero unica per conoscere il nostro centro storico». Sara Pintus, direttore dell’Ascom, aggiunge: «È vero che le crociere hanno una organizzazione autonoma per quel che riguarda le escursioni nel territorio, proprio per questo, ma è necessario fare dei programmi che non si limitino alla semplice accoglienza al momento delle sbarco. In futuro non sarebbe male organizzare delle escursioni anche nel nostro centro storico».

Pierluigi Pippia, titolare di una gioielleria, conferma che la tanto annunciata “invasione” di turisti stranieri non c’è stata, dice, e lancia alcune proposte per il futuro. «Per far divenire appetibile Oristano dal punto di vista turistico anche negli itinerari delle crociere, bisognerebbe fare molto di più. Altrimenti i turisti continueranno, giustamente, a preferire le escursioni nel territorio piuttosto
che visitare la città». Il primo suggerimento è di rendere più accogliente il momento dello sbarco. «Chi scende dalla nave trova infatti un gazebo davvero misero, senza nemmeno dei pannelli che illustrano le nostre attrattive. Si dovrebbe realizzare un vero punto di accoglienza».

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