I sindaci in trincea: «Nessuno tocchi la sanità»

Riunione dei rappresentanti del Distretto socio sanitario. Preoccupazione per il San Martino

ORISTANO. Sedici sindaci al capezzale del grande malato chiamato sanità. Che ci sia uno stato di salute non ottimale è palese anche al meno esperto dei medici, che davvero tutto sia in disfacimento è invece opinione non da tutti condivisa. Ad ogni modo, il problema da ieri è sul tavolo e non riguarda più solo chi lavora all’interno delle strutture sanitarie, i sindacati e i pazienti. Questi ultimi trovano ora altri pronti a camminare al loro fianco. Sono i sindaci del Distretto socio sanitario, che comprende ventiquattro comuni, sebbene solo due terzi di questi ieri mattina abbiano presenziato alla riunione richiesta dal presidente del Distretto, ruolo in capo al sindaco di Oristano Andrea Lutzu.

Da palazzo degli Scolopi è partita la mobilitazione – per ora non troppo chiassosa, ma certamente preoccupata – di chi ha paura per l’ospedale San Martino e vede all’orizzonte uno smantellamento dei servizi sanitari. Il manager della Assl Mariano Meloni aveva con sé parole ignifughe per spegnere l’incendio che cova sotto la cenere delle proteste accese dalle ultime levate di scudi dei sindacati Anao e Cimo – il primo era ieri rappresentato dal dottor Luigi Curreli –. Poco personale medico e infermieristico, conseguentemente servizi continuamente in difficoltà. A pesare su tutto, come ha ricordato il massimo responsabile dell’Assl oristanese, è il blocco delle sostituzioni: «Dal 2015 non era possibile prevedere assunzioni e lo sblocco del 2018 si porta con sé i problemi generati da tre anni di ritardo. In più il blocco delle assunzioni si intreccia con la graduatoria regionale e con l’alto numero di trasferimenti dei medici da Oristano verso Cagliari e Sassari. Chi ha pensato di fare l’Ats unica regionale doveva prevedere che sarebbero insorti i problemi, ma le proccupazioni di questi giorni mi sembrano esagerate perché le condizioni della sanità locale sono simili a quelle del passato».

Così mentre i sindaci – erano presenti oltre a quello di Oristano gli amministratori di Cabras, Milis, San Vero Milis, Zeddiani, Ollastra e Siamanna – hanno deciso di fare le sentinelle del
sistema sanità, il presidente dell’Ordine dei medici, Antonio Sulis, ha smentito la versione di Mariano Meloni parlando di sei ore di attesa al pronto soccorso, di liste d’attesa sproporzionate, di malconento diffuso e di medici che hanno paura di esternare le loro difficoltà quotidiane.

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