Sartiglia, il giorno del test del dna

Sostituzione di persona all’antidoping: su cinque cavalieri solo Daniele Ferrari si sottoporrà al prelievo

ORISTANO. La Sartiglia dei malumori continua. A più di tre mesi dall’11 febbraio, non si è conclusa sui percorsi di via Duomo e via Mazzini. Prima la lunga trattativa per le misure di sicurezza, poi i contestati controlli antidoping, i comportamenti, talvolta sopra le righe, dei protagonisti e le prese di posizione a tutela della giostra. Ne è seguita una doppia inchiesta giudiziaria. Quella per l’assedio al questore Giovanni Aliquò è conclusa, quella per la sostituzione di persona all’antidoping è ancora in corso con nove persone indagate. Per cinque di loro, tutti cavalieri, oggi è un giorno importante: a mezzogiorno in procura verrà affidato l’incarico a un perito, alle 15 in questura avverrà il prelievo del campione da cui estrarre il dna. Servirà per compararlo con quello dei campioni di urine raccolti durante i controlli antidoping. La procura contesta lo scambio di persona per evitare che saltassero fuori delle positività.

Non tutti e cinque i cavalieri si sottoporranno al test, anzi lo effettuerà il solo Daniele Ferrari, certissimo di provare la sua innocenza. Gli altri quattro indagati – Peppe Frau, Paolo Rosas, Giuseppe Catapano e Gianluca Russo – si riservano di chiedere l’incidente probatorio. A Roma invece Alessandro Cester, l’unico cavaliere positivo al controllo antidoping, affronta il procedimento per la richiesta di squalifica. Ad assisterlo le avvocatesse Ludovica Pau e Arianna Fiori che chiedono l’assoluzione.

Da Roma si rimbalza ancora a Oristano dove l’associazione Cavalieri Sa Sartiglia, guidata da Francesco Castagna, muove i primi passi verso un cambiamento, quantomeno sulla carta: da associazione dilettantistica sportiva regolata dal Coni, ad associazione culturale. E se la motivazione, data dal presidente, ossia «La Sartiglia non è una manifestazione sportiva», trova l'accordo di molti tra protagonisti e organizzatori, altrettanto vero è che il momento scelto per questo cambio di rotta fa emergere non pochi interrogativi. Perché proprio ora? Una trovata per eludere i controlli stringenti imposti dall’affiliazione al Coni? Le risposte a queste domande non sono ancora chiare. L’associazione cavalieri rigetta le accuse, seppur velate, con un nuovo statuto e un nuovo regolamento disciplinare per garantire la massima tutela degli iscritti e della manifestazione, disciplinando atteggiamenti e comportamenti, anche quelli moralmente inappropriati. Ma sarà davvero questa la strada giusta per dipanare la matassa dell'edizione 2018 e mettere le basi per la Sartiglia 2019? Un quesito difficile anche per il presidente della Fondazione Sa Sartiglia, Angelo Bresciani, che dopo quasi vent'anni di assenza dalla manifestazione come protagonista, in sella, si è ritrovato, suo malgrado, su una sella ben più rovente, ad arginare un susseguirsi di avvenimenti. «Sono sinceramente rattristato per tutto quanto sta accadendo – spiega –. Da una festa, qual è sempre stata, siamo arrivati a questo. Sono perfettamente d'accordo quando si dice che la Sartiglia non è una manifestazione sportiva, ma non so se sia questa la strada giusta da percorrere per risolvere la situazione». Mai come quest'anno il compito della Fondazione è stato tanto difficile; non per motivi organizzativi, quanto per la funzione cuscinetto che ha svolto nel botta e risposta tra i protagonisti della giostra e chi ha il dovere di garantirne la sicurezza. Su
una cosa il presidente della Fondazione non ha dubbi, nonostante la Sartiglia 2019, alla luce dei fatti attuali, sembri ancora lontanissima: «L’associazione cavalieri al momento dell’iscrizione dei partecipanti alla manifestazione dovrà essere certa e responsabile di chi sta presentando».

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