Fordongianus alla conta dei danni

Il Comune fa il censimento delle opere danneggiate dai fortunali di primavera

FORDONGIANUS. È cominciata la ricognizione di beni e infrastrutture pubbliche, di strutture e immobili di proprietà privata, attività produttive e turistiche che hanno subito danni a causa dello straripamento del Tirso e dei fortunali che a cavallo di aprile e maggio hanno colpito il territorio comunale. L'amministrazione ha attivato le procedure subordinate alla richiesta d'indennizzo per le perdite economiche conseguenti alla devastazione. La pratica sarà inoltrata alla Regione non appena cittadini, aziende e imprese avranno segnalato i danni subiti. Anche il bollettino riguardante i beni comunali è in via di definizione. Le abbondanti precipitazioni hanno compromesso buona parte della viabilità rurale, mentre la piena del Tirso è la principale responsabile della devastazione sul lungofiume, dove sono ancora in corso i lavori di manutenzione. Il sito delle terme romane è accessibile al pubblico da diversi giorni ma ci sono ancora alcuni lavori da fare nell'area simposio, nel chiosco-bar e negli antichi bagnetti di Is Bangius, ancora chiusi. Nella struttura l'imponente massa d'acqua e fango ha messo fuori uso l'impianto elettrico e rovinato arredi e attrezzature. «La situazione venutasi a creare nel territorio e che ha interessato l’intera comunità – si legge negli atti di indirizzo approvati dalla giunta guidata da Serafino Pischedda – deve essere qualificata in termini di calamità naturale e in subordine in evento disastroso di particolare gravità, per il quale si rende necessario e opportuno attivare tutte le procedure necessarie per chiedere alla Regione l’aiuto per il ristoro dei danni».

Sullo stesso versante è anche il Comune di Ula Tirso a dover fare i conti con le conseguenze del maltempo. La frana provocata dalle piogge di inizio maggio ha bloccato una delle due strade d'accesso al paese con comprensibili disagi per gli automobilisti del posto, costretti ad allungare il tragitto.

Il pezzo della provinciale 11 percorso dai veicoli provenienti dal viadotto di Santa Chiara resterà chiuso fino a nuove disposizioni, e cioè una volta neutralizzato il rischio di smottamenti sulla parete di Mascanni, dove saranno fissate delle reti di protezione. Danni rilevanti ha registrato anche il Comune di Sedilo, che nei giorni scorsi ha dichiarato lo stato di calamità naturale.

Gli straripamenti e le piogge alluvionali avevano invaso i terreni agricoli danneggiando
pascoli, colture e strade campestri. In quella circostanza gli allagamenti avevano causato problemi e disagi anche sulla 131 dcn in direzione di Nuoro, dove a causa della massa d'acqua che si era riversata sulla carreggiata si erano verificati alcuni incidenti automobilistici.(mac)

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