Appalti in Prefettura, inchiesta chiusa

Un anno fa due funzionari ai domiciliari, denunciato imprenditore di Siamaggiore

ORISTANO. Un anno fa, l’arresto di due funzionari della Prefettura del capoluogo aveva portato alla luce una presunta vicenda di malaffare riguardante la manutenzione delle caldaie di 31 delle 37 caserme dei carabinieri della provincia. L’inchiesta è ora arrivata al capolinea, con la notifica dell’avviso di fine indagini agli interessati: Ignazio Buccoli, 57 anni, originario di Cagliari, dirigente dei Servizi Comuni, contabilità finanziaria e Affari generali, e Fulvio Sprio, palermitano, funzionario in servizio nella Prima sezione appalti, forniture di beni e Servizi in economia. Se le accuse iniziali, turbativa d’asta e falso, le condividevano entrambi, ora che l’inchiesta si è conclusa, la posizione di Buccoli si è notevolmente alleggerita: per lui, difeso dall’avvocato Marco Langiu (foro di Sassari, mentre Sprio è difeso dall’avvocata Anna Maria Muroni) è rimasto in piedi il solo falso ideologico in atto pubblico. L’accusa di turbativa d’asta in concorso e frode in forniture pubbliche viene invece contestata a Federico Erdas, 38 anni, amministratore unico della ditta Progetto clima che si occupa di impianti di condizionamento. Erdas, difeso dall’avvocato Gianfranco Siuni, era stato temporaneamente interdetto dal ruolo di amministratore unico. Anche un suo dipendente risulta indagato. Proprio oggi, invece, tornerà al lavoro Ignazio Buccoli, rimasto sospeso dal ruolo per un anno.

Ora le parti hanno venti giorni di tempo per produrre memorie difensive. L’inchiesta, condotta dal sostituto procuratore Marco De Crescenzo, verteva sulla manutenzione delle caldaie: appalti sotto soglia, quindi senza necessità di gare, per lavori regolarmente fatturati e pagati dallo Stato senza che questi interventi venissero effettivamente svolti, almeno questo sostiene l’accusa. Questi appalti venivano affidati sempre e unicamente alla ditta Progetto clima di Erdas. La procedura dell’affidamento era balzata agli occhi di carabinieri e procura: la ditta Progetto clima otteneva il lavoro ancora prima che, formalmente, avesse presentato il preventivo. Ad affidare le manutenzioni, gli uffici gestiti dai due funzionari
arrestati (da tempo in libertà). A sostegno dell’accusa, molte intercettazioni telefoniche, anche se l’esito delle indagini ha definito una posizione molto più defilata di Buccoli, che sarebbe in qualche modo stato “indotto” in errore dal collega Sprio.(simonetta selloni)

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